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Bilancio 2025

Dati principali

Stato patrimoniale

Perdita d’esercizio

Nel 2025 lo stato patrimoniale della BCE è diminuito di 37,3 miliardi di euro, soprattutto per effetto della riduzione dei titoli detenuti per finalità di politica monetaria, poiché l’Eurosistema non ha più reinvestito il capitale rimborsato sui titoli in scadenza dei portafogli del PAA e del PEPP.

Nel 2025 la perdita della BCE è significativamente inferiore a quella del 2024, principalmente a causa della diminuzione degli interessi passivi sul saldo debitorio netto Target.

La perdita del 2025, come quelle dei due anni precedenti, resterà iscritta nel bilancio della BCE e sarà ripianata con gli utili degli esercizi futuri.

Stato patrimoniale

Utile/(perdita) d’esercizio

(miliardi di euro)

(milioni di euro)

1 Relazione sulla gestione

1.1 Finalità della relazione sulla gestione della BCE

La relazione sulla gestione ha lo scopo di fornire informazioni di contesto relative al bilancio della BCE, di cui costituisce parte integrante[1],[2]. Poiché le attività e le operazioni condotte dalla BCE sono finalizzate a sostenere i suoi obiettivi, la situazione finanziaria e il risultato economico della Banca vanno considerati in questa ottica.

La relazione illustra pertanto le principali funzioni e attività svolte dalla BCE e il loro impatto sul bilancio. Inoltre analizza i principali andamenti dello stato patrimoniale e del conto economico nel corso dell’esercizio e offre informazioni sul patrimonio netto della BCE[3]. Infine, descrive il contesto in cui opera la BCE in termini di esposizione a rischi specifici indicando al tempo stesso le politiche di gestione adottate per la loro mitigazione.

1.2 Funzioni e attività principali

La BCE fa parte dell’Eurosistema, che comprende, oltre alla BCE, anche le banche centrali nazionali (BCN) degli Stati membri dell’Unione europea (UE) la cui moneta è l’euro[4]. L’obiettivo primario dell’Eurosistema è il mantenimento della stabilità dei prezzi. La BCE svolge le proprie funzioni come descritto nel Trattato sul funzionamento dell’Unione europea[5] e nello Statuto del Sistema europeo di banche centrali e della Banca centrale europea (Statuto del SEBC)[6] (figura 1). Essa conduce le proprie attività al fine di assolvere il proprio mandato e non allo scopo di generare utili.

Figura 1

Funzioni principali della BCE

In linea con il principio di attuazione decentrata della politica monetaria nell’ambito dell’Eurosistema, le operazioni di politica monetaria sono rilevate nei bilanci della BCE e delle BCN dei paesi dell’area dell’euro. Alcuni strumenti inclusi nell’assetto operativo di politica monetaria dell’Eurosistema non sono utilizzati dalla BCE e pertanto non hanno alcun impatto sul suo bilancio[7].

La tavola 1 offre una visione di insieme delle principali attività svolte dalla BCE per assolvere il proprio mandato e del loro impatto sul bilancio della Banca.

Tavola 1

Attività principali della BCE e impatto sul bilancio

Definire e attuare la politica monetaria dell’area dell’euro

Titoli detenuti per finalità di politica monetaria

Gli acquisti di questi titoli sono stati condotti dalla BCE e dalle BCN dell’Eurosistema e sono iscritti alla voce “Titoli detenuti per finalità di politica monetaria” dello stato patrimoniale. I titoli di debito attualmente detenuti sono contabilizzati al costo ammortizzato, tenendo conto di eventuali riduzioni durevoli di valore (impairment).

Gli interessi cedolari e i premi e gli sconti ammortizzati sono rilevati nel conto economico alla voce “Interessi attivi” o “Interessi passivi”, a seconda che l’importo netto sia positivo o negativo.

Gli utili e le perdite eventualmente realizzati confluiscono nella voce “Utili/(perdite) realizzati rivenienti da operazioni finanziarie” del conto economico.

Prestito titoli

I titoli detenuti per finalità di politica monetaria sono disponibili a fini di prestito da parte dell’Eurosistema[8]. Per quanto riguarda la BCE, le operazioni di prestito titoli sono condotte tramite istituzioni specializzate. In bilancio sono iscritte alle voci “Altre passività denominate in euro verso enti creditizi dell’area dell’euro”, “Passività denominate in euro nei confronti di altri residenti nell’area dell’euro – Altre passività” e “Passività denominate in euro nei confronti di non residenti nell’area dell’euro” se la garanzia è fornita in contante e risulta non investita a fine esercizio. Diversamente, le relative operazioni di prestito titoli sono registrate nei conti fuori bilancio.

Gli interessi maturati sono rilevati alle voci “Interessi attivi” o “Interessi passivi” del conto economico.

Erogazione di liquidità in valuta estera

La BCE funge da intermediario fra le banche centrali di paesi non appartenenti all’area dell’euro e le BCN di paesi appartenenti all’area nelle operazioni di swap finalizzate a offrire liquidità a breve termine in valuta estera alle controparti dell’Eurosistema[9].

Queste operazioni sono registrate nello stato patrimoniale alle voci “Passività denominate in euro nei confronti di non residenti nell’area dell’euro” e “Crediti relativi a Target (netti)” / “Passività relative a Target (nette)”, nonché nei conti fuori bilancio.

Gli interessi maturati sono rilevati alle voci “Interessi attivi” o “Interessi passivi” del conto economico.

Erogazione di liquidità in euro alle banche centrali di paesi non appartenenti all’area dell’euro

L’Eurosistema può fornire liquidità in euro a banche centrali di paesi non appartenenti all’area dell’euro tramite operazioni di swap e pronti contro termine a fronte di garanzie idonee[10].

Per quanto riguarda la BCE, le operazioni di swap sono registrate nello stato patrimoniale alle voci “Crediti denominati in valuta estera nei confronti di non residenti nell’area dell’euro” e “Passività denominate in euro nei confronti di non residenti nell’area dell’euro” oppure “Crediti relativi a Target (netti)” / “Passività relative a Target (nette)”, nonché nei conti fuori bilancio.

Gli interessi maturati sono rilevati alle voci “Interessi attivi” o “Interessi passivi” del conto economico.

Condurre operazioni in cambi nonché detenere e gestire le riserve ufficiali

Operazioni in cambi e gestione delle riserve ufficiali

Le riserve ufficiali sono esposte nello stato patrimoniale, principalmente alle voci “Oro e crediti in oro”, “Crediti denominati in valuta estera nei confronti di non residenti nell’area dell’euro” e “Crediti denominati in valuta estera nei confronti di residenti nell’area dell’euro”, mentre le relative eventuali passività sono registrate nelle voci “Passività denominate in valuta estera nei confronti di residenti nell’area dell’euro” e “Passività denominate in valuta estera nei confronti di non residenti nell’area dell’euro”. Le operazioni in valuta sono iscritte nei conti d’ordine fino alla data di regolamento.

Gli interessi cedolari e i premi e gli sconti ammortizzati sono iscritti nel conto economico alle voci “Interessi attivi” o “Interessi passivi”.

Anche le perdite da prezzo e da cambio non realizzate eccedenti, a fine anno, gli utili non realizzati registrati in precedenza sugli stessi strumenti, nonché gli utili e le perdite realizzati derivanti dalla vendita di riserve ufficiali sono imputati al conto economico rispettivamente alle voci “Svalutazioni di attività e di posizioni finanziarie” e “Utili/(perdite) realizzati rivenienti da operazioni finanziarie”. Gli utili non realizzati sono iscritti alla voce “Conti di rivalutazione” dello stato patrimoniale.

Promuovere il regolare funzionamento dei sistemi di pagamento

Sistemi di pagamento (Target)

I saldi interni all’Eurosistema delle BCN dei paesi dell’area dell’euro verso la BCE derivanti da Target sono esposti a livello aggregato nello stato patrimoniale della BCE in un’unica posizione netta attiva o passiva, alla voce “Crediti relativi a Target (netti)” o “Passività relative a Target (nette)”[11]. I saldi intra-SEBC delle BCN dei paesi non appartenenti all’area dell’euro nei confronti della BCE derivanti dalla loro adesione a Target sono iscritti alla voce “Passività denominate in euro nei confronti di non residenti nell’area dell’euro”. I saldi dei sistemi ancillari collegati a Target tramite la componente Target-ECB sono rilevati nelle voci “Passività denominate in euro nei confronti di altri residenti nell’area dell’euro” oppure “Passività denominate in euro nei confronti di non residenti nell’area dell’euro”, a seconda che il gestore sia stabilito all’interno o all’esterno dell’area dell’euro[12].

Gli interessi maturati sono rilevati nelle voci “Interessi attivi” o “Interessi passivi” del conto economico.

Contribuire alla sicurezza e alla solidità del sistema bancario nonché alla stabilità del sistema finanziario attraverso la vigilanza bancaria

Vigilanza bancaria: Meccanismo di vigilanza unico (MVU)

Le spese annuali sostenute dalla BCE in relazione ai compiti di vigilanza sono recuperate tramite i contributi annuali per le attività di vigilanza a carico dei soggetti vigilati. I contributi sono rilevati alla voce “Proventi/(spese) netti per provvigioni e commissioni” del conto economico.

La BCE ha inoltre il potere di comminare sanzioni pecuniarie amministrative ai soggetti vigilati per inosservanza della normativa bancaria dell’UE applicabile in materia di requisiti prudenziali (comprese le decisioni di vigilanza della BCE). I relativi proventi sono altresì rilevati alla voce “Proventi/(spese) netti per provvigioni e commissioni” del conto economico.

Altro

Banconote in circolazione

Alla BCE è stata attribuita una quota pari all’8% del valore totale dei biglietti in euro in circolazione. Tale quota trova contropartita nei crediti verso le BCN, che sono esposti nello stato patrimoniale alla voce “Crediti derivanti dall’allocazione delle banconote in euro all’interno dell’Eurosistema” e sono remunerati all’ultimo tasso di interesse disponibile applicato ai depositi presso la banca centrale nell’ambito dell’Eurosistema. Gli interessi confluiscono nella voce “Interessi attivi” del conto economico.

I costi derivanti dal trasporto transfrontaliero delle banconote in euro fra le officine carte valori e le BCN, per la consegna dei biglietti nuovi, e fra le BCN, per la gestione delle scorte, sono sopportati a livello centrale dalla BCE. Tali costi sono esposti nel conto economico alla voce “Servizi di produzione delle banconote”.

Portafoglio detenuto a fronte dei fondi propri

Il portafoglio detenuto a fronte dei fondi propri della BCE è rilevato principalmente alla voce “Altre attività finanziarie” dello stato patrimoniale.

Gli interessi cedolari e i premi e gli sconti ammortizzati sono iscritti nel conto economico alle voci “Interessi attivi” o “Interessi passivi”.

Le perdite da prezzo non realizzate, per la parte eccedente gli utili da prezzo precedentemente registrati sui medesimi strumenti, sono imputate a fine anno al conto economico alla voce “Svalutazioni di attività e di posizioni finanziarie”, mentre gli utili e le perdite realizzati derivanti dalla vendita di titoli sono rilevati alla voce “Utili/(perdite) realizzati rivenienti da operazioni finanziarie”.

Gli utili da prezzo non realizzati sono iscritti alla voce “Conti di rivalutazione” dello stato patrimoniale.

1.3 Andamenti finanziari

1.3.1 Stato patrimoniale

Fino al 2022 lo stato patrimoniale della BCE ha continuato ad aumentare (grafico 1), principalmente per effetto degli acquisti definitivi di titoli da parte della BCE nell’ambito del Programma di acquisto di attività (PAA) e del Programma di acquisto per l’emergenza pandemica (pandemic emergency purchase programme, PEPP), nel contesto dell’attuazione della politica monetaria dell’Eurosistema[13]. L’incremento del 2022 è risultato più moderato poiché gli acquisti netti di titoli dei portafogli del PEPP e del PAA sono terminati rispettivamente alla fine di marzo 2022 e il 1° luglio 2022. Nel 2023 e nel 2024 lo stato patrimoniale è diminuito per effetto della graduale riduzione del portafoglio del PAA, a seguito dei reinvestimenti solo parziali del capitale rimborsato sui titoli in scadenza tra marzo e giugno 2023 e della loro completa cessazione a luglio 2023. La graduale riduzione dei titoli detenuti nell’ambito del PEPP, dovuta ai reinvestimenti solo parziali durante la seconda metà del 2024, ha altresì contribuito alla diminuzione dello stato patrimoniale della BCE in quell’anno. I reinvestimenti sono stati interrotti alla fine del 2024.

37,3 miliardi di euro
Diminuzione dello stato patrimoniale della BCE

Nel 2025 lo stato patrimoniale della BCE ha registrato un’ulteriore diminuzione di 37,3 miliardi di euro portandosi a 603,3 miliardi, ancora una volta per effetto dei rimborsi dei titoli dei portafogli del PAA e del PEPP. I rimborsi hanno determinato una riduzione dei titoli detenuti per finalità di politica monetaria, mentre il regolamento in moneta della banca centrale di queste operazioni sui conti Target ha dato luogo a una corrispondente flessione delle passività interne all’Eurosistema. Tale flessione è stata solo in parte compensata dai flussi di liquidità in uscita a seguito dei minori depositi costituiti presso la BCE, che si sono riflessi al tempo stesso in una diminuzione delle altre passività.

Grafico 1

Principali componenti dello stato patrimoniale della BCE

(miliardi di euro)

Fonte: BCE.
Nota: ai fini della redazione del bilancio della BCE, il patrimonio netto della Banca è costituito dal capitale versato, dagli importi detenuti nel fondo rischi finanziari e nel fondo di riserva generale, dai conti di rivalutazione (escluso il conto di rivalutazione relativo ai benefici successivi al rapporto di lavoro), dalle perdite portate a nuovo negli esercizi precedenti e dall’utile / (dalla perdita) d’esercizio.
Per informazioni sulle rettifiche degli importi del 2023 si rimanda a “Modifiche nella presentazione del bilancio” nella sezione 2.3 “Criteri di rilevazione contabile e di redazione del bilancio” del bilancio 2024 della BCE.

54%
Quota dei titoli detenuti per finalità di politica monetaria sul totale delle attività

I titoli denominati in euro acquistati per finalità di politica monetaria costituiscono il 54% delle attività della BCE a fine 2025. In questa voce di bilancio la BCE iscrive i titoli acquistati nell’ambito del Programma per il mercato dei titoli finanziari (Securities Markets Programme, SMP), del terzo Programma per l’acquisto di obbligazioni garantite (CBPP3), del Programma di acquisto di titoli garantiti da attività (ABSPP), del Programma di acquisto per il settore pubblico (PSPP) e del Programma di acquisto per l’emergenza pandemica (PEPP). I titoli relativi ai programmi menzionati sono valutati al costo ammortizzato tenendo conto di eventuali riduzioni durevoli di valore.

51,5 miliardi di euro
Diminuzione dei titoli detenuti per finalità di politica monetaria

Sulla base delle relative decisioni del Consiglio direttivo, l’Eurosistema ha cessato di reinvestire il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nell’ambito del PAA e del PEPP rispettivamente a partire da luglio 2023 e alla fine del 2024. Di conseguenza, i titoli detenuti dalla BCE per finalità di politica monetaria sono diminuiti a un ritmo graduale e prevedibile. Complessivamente i portafogli di politica monetaria registrano un calo di 51,5 miliardi di euro, collocandosi a 325,3 miliardi nel 2025 (grafico 2). Il portafoglio del PAA si è ridotto di 33,7 miliardi di euro, portandosi a 186,5 miliardi; in particolare, le consistenze del PSPP, dell’ABSPP e del CBPP3 mostrano rispettivamente una flessione di 26,5 miliardi di euro, 4,0 miliardi e 3,1 miliardi. Il portafoglio del PEPP è diminuito di 17,8 miliardi di euro portandosi a 138,6 miliardi.

Grafico 2

Titoli detenuti per finalità di politica monetaria

(miliardi di euro)

Fonte: BCE.

I titoli detenuti dalla BCE nell’ambito del PAA e del PEPP a fine 2025 presentano un profilo delle scadenze diversificato (grafico 3)[14].

Grafico 3

Profilo per scadenze del PAA e del PEPP

Fonte: BCE.
Nota: per i titoli garantiti da attività il profilo per scadenze si basa sulla vita media ponderata dei titoli anziché sulla data di scadenza contrattuale.

Nel 2025 il controvalore totale in euro delle riserve ufficiali della BCE, costituite da oro, diritti speciali di prelievo, dollari statunitensi, yen giapponesi e renminbi cinesi, è aumentato di 13,6 miliardi di euro raggiungendo 116,8 miliardi.

18,9 miliardi di euro
Aumento del valore delle disponibilità in oro della BCE riconducibile al rialzo del prezzo di mercato dell’oro

Il controvalore in euro delle disponibilità in oro della BCE, pari a 59,8 miliardi di euro a fine 2025 (grafico 4), mostra un incremento di 18,9 miliardi di euro dovuto al rialzo del prezzo di mercato dell’oro espresso in euro. Tale incremento ha determinato anche un corrispondente aumento dei conti di rivalutazione dell’oro (cfr. la sezione 1.3.2 “Patrimonio netto”).

Grafico 4

Disponibilità in oro e prezzo dell’oro

(scala di sinistra: miliardi di euro; scala di destra: euro per oncia fina di oro)

Fonte: BCE.
Nota: i “conti di rivalutazione dell’oro” non includono i contributi delle banche centrali dei paesi che hanno aderito all’area dell’euro dopo il 1° gennaio 1999 ai conti di rivalutazione dell’oro cumulati della BCE alla data precedente al loro ingresso nell’Eurosistema.

4,8 miliardi di euro
Diminuzione del valore delle attività in valuta estera della BCE

Nel 2025 il controvalore in euro delle attività in valuta estera (dollari statunitensi, yen giapponesi e renminbi cinesi) detenute dalla BCE si è ridotto di 4,8 miliardi di euro, collocandosi a 55,2 miliardi (grafico 5), principalmente a seguito del deprezzamento del dollaro statunitense e dello yen giapponese rispetto all’euro[15]. Il deprezzamento del dollaro si riflette anche nella diminuzione dei saldi dei conti di rivalutazione della BCE (cfr. la sezione 1.3.2 “Patrimonio netto”), mentre il deprezzamento dello yen ha determinato una svalutazione da cambio che è stata imputata al conto economico a fine esercizio, poiché i relativi conti di rivalutazione erano stati completamente esauriti nel 2024 (cfr. la sezione 1.3.3 “Conto economico”). Malgrado tale svalutazione, le consistenze in yen sono aumentate per effetto del regolare ribilanciamento della composizione delle riserve valutarie della BCE in linea con l’allocazione perseguita. A tal fine, nel primo trimestre del 2025 la BCE ha venduto una piccola parte delle proprie consistenze in dollari statunitensi e ha reinvestito interamente i proventi in yen.

Grafico 5

Attività in valuta estera

(miliardi di euro)

Fonte: BCE.

Le attività in dollari statunitensi continuano a essere la componente principale del portafoglio in valuta estera della BCE, rappresentando il 78% del totale a fine 2025.

La BCE gestisce l’attività di investimento delle proprie riserve in valuta applicando una metodologia a tre fasi. In primo luogo, la funzione di gestione dei rischi della BCE definisce un portafoglio di benchmark strategico e lo sottopone al Consiglio direttivo per l’approvazione. In una seconda fase i gestori dei portafogli della BCE elaborano un benchmark tattico, approvato dal Comitato esecutivo. Infine le operazioni di investimento correnti sono condotte a livello decentrato dalle BCN.

Le riserve valutarie della BCE sono investite in titoli, operazioni di acquisto a pronti con patto di rivendita a termine e depositi del mercato monetario oppure sono detenute in conti correnti (grafico 6). I titoli presenti in questo portafoglio sono valutati ai prezzi di mercato di fine esercizio.

Grafico 6

Composizione degli investimenti in valuta estera

(miliardi di euro)

Fonte: BCE.
Nota: dal 2025 la BCE espone gli investimenti overnight del contante alla voce “Operazioni di acquisto a pronti con patto di rivendita a termine” se questi fondi fanno parte di un pool costituito a tal fine. I relativi saldi per gli esercizi 2021-2024 sono stati di conseguenza riclassificati dalla voce “Conti correnti” alla voce “Operazioni di acquisto a pronti con patto di rivendita a termine”.

48%
Titoli denominati in valuta estera con scadenza inferiore a un anno

Le riserve valutarie della BCE servono a finanziare eventuali interventi sul mercato dei cambi. La loro gestione è quindi svolta in funzione di tre obiettivi (in ordine di priorità): liquidità, sicurezza e rendimento. Di conseguenza, quasi la metà di questo portafoglio si compone in gran parte di titoli a breve scadenza (grafico 7).

Grafico 7

Profilo per scadenze dei titoli denominati in valuta estera

Fonte: BCE.

Il portafoglio detenuto a fronte dei fondi propri della BCE è costituito prevalentemente dagli investimenti del capitale versato e dalle consistenze del fondo di riserva generale e del fondo rischi finanziari[16]. Il valore di questo portafoglio, pari a 23,1 miliardi di euro nel 2025 (grafico 8), è aumentato di 0,4 miliardi di euro principalmente a seguito del reinvestimento degli interessi attivi generati dallo stesso portafoglio.

Grafico 8

Portafoglio detenuto a fronte dei fondi propri

(miliardi di euro)

Fonte: BCE.

Il portafoglio detenuto a fronte dei fondi propri si compone quasi integralmente di titoli denominati in euro valutati ai prezzi di mercato di fine esercizio. Nel 2025 i titoli di Stato rappresentano una quota pari al 73% del portafoglio complessivo.

33%
Quota di investimenti verdi del portafoglio detenuto a fronte dei fondi propri della BCE

La quota di investimenti verdi del portafoglio detenuto a fronte dei fondi propri ha continuato a crescere passando dal 28% al 33% tra fine 2024 e fine 2025[17]. La BCE intende incrementare ulteriormente tale quota nei prossimi anni[18]. Nel 2021 e nel 2022 agli acquisti di obbligazioni verdi nel mercato secondario si sono aggiunti gli investimenti nel fondo di obbligazioni verdi denominate in euro per le banche centrali (EUR BISIP G2) introdotto dalla Banca dei regolamenti internazionali nel gennaio 2021. Nell’ottobre 2024 la BCE ha iniziato a investire una piccola quota del portafoglio detenuto a fronte dei fondi propri in fondi azionari negoziati in borsa (exchange-traded funds, ETF) che replicano indici di riferimento in linea con gli obiettivi di Parigi[19]. Tale diversificazione migliora il rendimento potenziale del portafoglio della BCE e allinea maggiormente i suoi investimenti a un percorso di decarbonizzazione coerente con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi e con la normativa europea sul clima[20].

La finalità del portafoglio detenuto a fronte dei fondi propri è fornire un reddito che contribuisca a finanziare le spese operative della BCE che non sono connesse alle funzioni di vigilanza[21]. Il portafoglio è investito in attività denominate in euro, rispettando i limiti imposti dal sistema di controllo dei rischi. La struttura per scadenze risulta quindi più differenziata (grafico 9) rispetto a quella del portafoglio delle riserve valutarie.

Grafico 9

Profilo per scadenze del portafoglio detenuto a fronte dei fondi propri

Fonte: BCE.

A fine 2025 il valore complessivo delle banconote in euro in circolazione emesse dall’Eurosistema, pari a 1.619,5 miliardi di euro, è aumentato del 2,0% rispetto al livello di fine 2024. Alla BCE è attribuita una quota dell’8% del valore totale dei biglietti in euro in circolazione, che ammonta a 129,6 miliardi di euro a fine esercizio. Sia la BCE che le BCN dei paesi dell’area dell’euro hanno legalmente titolo a emettere banconote in euro. In pratica, tuttavia, soltanto le BCN provvedono materialmente all’immissione in circolazione o al ritiro dei biglietti in euro. Di conseguenza, la BCE detiene crediti interni all’Eurosistema verso le BCN dei paesi dell’area dell’euro equivalenti al valore delle banconote in circolazione a essa assegnate.

Nel 2025 le passività interne all’Eurosistema della BCE sono diminuite di 34,6 miliardi di euro portandosi a 354,1 miliardi. Queste comprendono soprattutto il saldo netto Target delle BCN dei paesi dell’area dell’euro nei confronti della BCE e le passività della BCE relative alle riserve ufficiali a essa trasferite dalle BCN al momento dell’adesione all’Eurosistema.

34,6 miliardi di euro
Diminuzione del saldo debitorio netto Target della BCE

L’andamento di questa voce è prevalentemente riconducibile all’evoluzione del saldo debitorio netto Target. I principali fattori che hanno contribuito alle variazioni del saldo nel periodo 2021-2025 sono gli acquisti e i rimborsi dei titoli detenuti per finalità di politica monetaria, regolati sui conti Target, nonché le variazioni delle passività denominate in euro nei confronti di residenti e non residenti nell’area dell’euro (grafico 10). Nel 2025 il saldo debitorio netto Target della BCE si è ridotto di 34,6 miliardi di euro, soprattutto per effetto dei flussi di liquidità in entrata derivanti dai rimborsi dei titoli detenuti per finalità di politica monetaria, parzialmente compensati dai flussi di liquidità in uscita connessi (1) alla diminuzione delle passività denominate in euro nei confronti di non residenti nell’area dell’euro e (2) agli interessi passivi sul saldo debitorio netto Target della BCE.

Grafico 10

Saldo netto Target interno all’Eurosistema, passività denominate in euro nei confronti di residenti e non residenti nell’area dell’euro e titoli detenuti per finalità di politica monetaria

(miliardi di euro)

Fonte: BCE.
Nota: ai fini di questo grafico le “Passività denominate in euro nei confronti di residenti e non residenti nell’area dell’euro” consistono delle “Altre passività denominate in euro verso enti creditizi dell’area dell’euro”, delle “Passività denominate in euro nei confronti di altri residenti nell’area dell’euro” e delle “Passività denominate in euro nei confronti di non residenti nell’area dell’euro”.

Nel 2025 le altre passività della BCE si sono ridotte di 16,1 miliardi di euro raggiungendo 58,8 miliardi, principalmente per effetto del calo delle passività denominate in euro nei confronti di non residenti nell’area dell’euro a seguito della diminuzione dei depositi accettati dalla BCE nel ruolo di agente finanziario[22].

1.3.2 Patrimonio netto

60,9 miliardi di euro
Patrimonio netto della BCE

Il patrimonio netto della BCE è costituito dal capitale versato, dagli importi detenuti nel fondo rischi finanziari e nel fondo di riserva generale, dai conti di rivalutazione, dalle perdite accumulate negli esercizi precedenti e dall’utile o dalla perdita d’esercizio[23],[24].

A fine 2025 il patrimonio netto della BCE ammonta a 60,9 miliardi di euro (grafico 11 e tavola 2), 11,0 miliardi in più rispetto a fine 2024 per effetto dell’aumento dei conti di rivalutazione, ascrivibile soprattutto al rialzo del prezzo di mercato dell’oro espresso in euro nel 2025. L’incremento del patrimonio netto della BCE è stato parzialmente compensato dalla perdita subita nel 2025.

Grafico 11

Patrimonio netto della BCE

(miliardi di euro)

Fonte: BCE.
Nota: i “conti di rivalutazione” includono le plusvalenze totali risultanti dalla valutazione dell’oro, delle valute estere e dei titoli e altri strumenti; non vi rientra invece il conto di rivalutazione relativo ai benefici successivi al rapporto di lavoro.

Tavola 2

Patrimonio netto della BCE

(milioni di euro)

Capitale

Conti di rivalutazione

Perdite portate a nuovo

Perdita d’esercizio

Patrimonio netto totale

Saldo al 31 dicembre 2024

8.925

50.236

(1.266)

(7.944)

49.951

Perdita portata a nuovo

(7.944)

7.944

-

Conti di rivalutazione

12.247

- Oro

18.860

- Valuta estera

(6.777)

- Titoli e altri strumenti

164

Perdita d’esercizio

(1.254)

(1.254)

Saldo al 31 dicembre 2025

8.925

62.483

(9.210)

(1.254)

60.944

46%
Rialzo del prezzo di mercato dell’oro espresso in euro

Le plusvalenze non realizzate su oro, valuta estera e titoli e altri strumenti soggetti a rivalutazione da prezzo non sono imputate al conto economico come componenti positive di reddito, ma iscritte direttamente nei conti di rivalutazione, esposti al passivo dello stato patrimoniale della BCE. I saldi di questi conti possono essere utilizzati per assorbire l’impatto di eventuali future oscillazioni sfavorevoli dei rispettivi prezzi e/o cambi e rafforzano pertanto la capacità della BCE di fronteggiare i rischi. A fine 2025 i conti di rivalutazione dell’oro, delle valute estere e dei titoli e altri strumenti ammontano a 62,5 miliardi di euro, registrando un aumento di 12,2 miliardi di euro riconducibile prevalentemente all’incremento dei conti di rivalutazione dell’oro per effetto del rialzo del suo prezzo di mercato espresso in euro. Tale effetto è stato in parte compensato dalla diminuzione dei conti di rivalutazione delle valute estere, soprattutto in dollari statunitensi, a seguito del loro deprezzamento nei confronti dell’euro (grafico 12).

Grafico 12

Principali tassi di cambio e prezzo dell’oro nel periodo 2021-2025

(variazioni percentuali rispetto al 2021; dati di fine anno)

Fonte: BCE.

Tenuto conto della sua esposizione ai rischi finanziari (cfr. la sezione 1.4.1 “Rischi finanziari”), la BCE può costituire un fondo rischi finanziari da utilizzare nella misura considerata necessaria dal Consiglio direttivo per coprire le perdite derivanti da tale esposizione. Dalla fine del 2023 tale fondo è pari a zero, essendo stato interamente utilizzato per coprire le perdite registrate dalla BCE nel 2022 e nel 2023. Nel contesto del riesame annuale dell’entità del fondo, il Consiglio direttivo potrà decidere di ricostituirlo una volta che la BCE avrà ripreso a registrare utili e azzerato le perdite portate a nuovo dagli esercizi precedenti.

La perdita d’esercizio della BCE è pari a 1,3 miliardi di euro (cfr. la sezione 1.3.3 “Conto economico”). Come nei due anni scorsi, il Consiglio direttivo ha deciso di portare a nuovo tale perdita, che sarà coperta con gli utili degli esercizi futuri.

1.3.3 Conto economico

Nell’intero arco del quadriennio scorso (grafico 13) si è registrata una progressiva diminuzione del risultato economico della BCE. Nel 2022 e nel 2023 la riduzione del risultato economico è prevalentemente riconducibile al materializzarsi del rischio di tasso di interesse, poiché il rialzo dei tassi nell’area dell’euro ha causato un incremento immediato degli interessi passivi sul saldo debitorio netto Target della BCE, che era remunerato al tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali (tasso sulle ORP)[25]. Al tempo stesso, gli interessi attivi percepiti dalla BCE non sono aumentati nella stessa misura o allo stesso ritmo. Nel 2024 tale situazione si è protratta poiché, malgrado la riduzione dei tassi di interesse di riferimento a partire da giugno di quell’anno, gli interessi passivi sul saldo debitorio netto Target sono rimasti in media più elevati degli interessi attivi percepiti. Nel 2025 il risultato economico della BCE, sebbene ancora in perdita, è stato considerevolmente migliore rispetto al 2024 poiché si è ristretto il divario tra i tassi di interesse sulle attività fruttifere e quelli sulle passività, principalmente per effetto della diminuzione del tasso medio di remunerazione del saldo debitorio netto Target, in particolare a seguito di ulteriori riduzioni dei tassi di riferimento (cfr. la sezione 1.4.1 “Rischi finanziari”).

I profitti e le perdite rappresentano effetti secondari delle attività svolte dalla BCE nel conseguimento dell’obiettivo primario di mantenere la stabilità dei prezzi

Le perdite subite dalla BCE dal 2022, precedute da un lungo periodo di utili considerevoli, riflettono il ruolo e i necessari interventi di politica monetaria dell’Eurosistema finalizzati ad assolvere il mandato primario di mantenere la stabilità dei prezzi. Inoltre, le misure di politica monetaria adottate, quali i programmi di acquisto di attività, hanno contribuito a migliorare la situazione economica. Fino al 2022 il bilancio della BCE ha mostrato un incremento significativo, ascrivibile soprattutto agli acquisti di titoli nell’ambito dei programmi di acquisto definitivo. Dal lato dell’attivo, la maggior parte dei titoli attualmente detenuti per finalità di politica monetaria è caratterizzata da una lunga scadenza e una cedola a tasso fisso ed è stata acquistata in un periodo di tassi di interesse molto contenuti o pari a zero. Tali titoli non risentono nell’immediato delle variazioni dei tassi di interesse di riferimento della BCE e continuano a generare interessi attivi relativamente bassi. Al tempo stesso, il regolamento in moneta della banca centrale di tali acquisti tramite Target ha determinato un incremento del saldo debitorio netto Target della BCE, che è sensibile alle variazioni dei tassi di interesse di riferimento. A partire dal 2023 la progressiva diminuzione delle consistenze in titoli detenuti per finalità di politica monetaria a seguito della graduale cessazione dei reinvestimenti ha determinato un corrispondente calo del saldo debitorio netto Target, con una conseguente riduzione del rischio di tasso di interesse (cfr. la sezione 1.4.1 “Rischi finanziari”).

La BCE dovrebbe tornare in utile nel 2026 o nell’anno successivo

La BCE dovrebbe tornare a realizzare un profitto nel 2026 o nell’esercizio successivo, ma ciò dipenderà dai futuri livelli dei tassi di interesse di riferimento e dei tassi di cambio, nonché dalle dimensioni e dalla composizione del suo bilancio.

In ogni caso, il capitale e l’elevato ammontare dei conti di rivalutazione della BCE, complessivamente pari a 71,4 miliardi di euro a fine 2025 (cfr. la sezione 1.3.2 “Patrimonio netto”), evidenziano la sua solidità finanziaria e la sua piena capacità di assolvere il mandato primario di preservare la stabilità dei prezzi indipendentemente da eventuali perdite[26].

Grafico 13

Principali componenti del conto economico della BCE

(milioni di euro)

Fonte: BCE.
Nota: la voce “Altri proventi e spese” si compone di “Proventi/(spese) netti per provvigioni e commissioni”, “Proventi da strumenti azionari e partecipazioni”, “Altri proventi” e “Altre spese”.

1.254 milioni di euro
Perdita della BCE nel 2025

Nel 2025 la perdita d’esercizio della BCE, pari a 1.254 milioni di euro, è stata nettamente inferiore rispetto a quella registrata nel 2024 a seguito di una significativa riduzione degli interessi passivi netti (grafico 14).

Grafico 14

Determinanti dell’utile / (della perdita) della BCE nel 2024 e nel 2025

(milioni di euro)

Fonte: BCE.

Gli interessi passivi netti sono riconducibili soprattutto al saldo debitorio netto Target della BCE

Nel 2025 gli interessi passivi netti della BCE ammontano a 178 milioni di euro, a fronte di 6.983 milioni nel 2024 (grafico 15). La componente principale è ancora costituita dai significativi interessi passivi sul saldo debitorio netto Target, che hanno più che compensato gli interessi attivi (1) sui titoli detenuti per finalità di politica monetaria, (2) sui crediti della BCE derivanti dall’allocazione delle banconote in euro all’interno dell’Eurosistema e (3) sulle riserve ufficiali.

Grafico 15

Interessi attivi/(passivi) netti

(milioni di euro)

Fonte: BCE.

Lieve calo degli interessi attivi sui titoli detenuti per finalità di politica monetaria per effetto della diminuzione delle consistenze in essere, a seguito della cessazione dei reinvestimenti

Nel 2025 gli interessi attivi netti sui titoli detenuti per finalità di politica monetaria hanno registrato una lieve diminuzione, pari a 36 milioni di euro, collocandosi a 3.814 milioni (grafico 16), principalmente a seguito dei minori interessi attivi generati dal portafoglio del PAA (CBPP3, ABSPP e PSPP). Gli interessi attivi netti maturati sui titoli del PAA si sono ridotti di 301 milioni di euro, a 2.318 milioni, soprattutto per effetto dei minori interessi attivi generati dal portafoglio dell’ABSPP, che sono diminuiti di 281 milioni di euro, situandosi a 137 milioni, a seguito del significativo calo delle consistenze dovuto ai rimborsi dei titoli. Gli interessi attivi sul portafoglio del PSPP ammontano a 2.022 milioni di euro, pressoché lo stesso importo del 2024, poiché questi titoli sono stati prevalentemente acquistati a rendimenti bassi, per cui la loro scadenza ha avuto soltanto un impatto modesto sui relativi interessi attivi. Per contro, gli interessi attivi netti sui titoli del PEPP, pari a 1.481 milioni di euro, sono aumentati di 275 milioni, compensando quasi per intero la diminuzione del reddito derivante dagli altri portafogli detenuti per finalità di politica monetaria, e sono principalmente riconducibili al calo dell’ammortamento dei premi sui titoli del settore pubblico.

Grafico 16

Interessi attivi/(passivi) netti sui titoli detenuti per finalità di politica monetaria

(milioni di euro)

Fonte: BCE.

Diminuzione degli interessi attivi sul portafoglio in dollari statunitensi

Gli interessi attivi netti sulle riserve ufficiali si sono ridotti di 449 milioni di euro collocandosi a 2.089 milioni, prevalentemente per effetto della diminuzione degli interessi attivi sui titoli denominati in dollari statunitensi.

2,3%
Tasso medio sui depositi presso la banca centrale nel 2025

Nel 2025 gli interessi attivi derivanti dall’allocazione delle banconote in euro alla BCE e gli interessi passivi connessi alla remunerazione dei crediti per il trasferimento delle riserve da parte delle BCN sono diminuiti rispettivamente di 2.332 milioni di euro, collocandosi a 2.900 milioni, e di 659 milioni di euro, portandosi a 790 milioni. Tali diminuzioni sono riconducibili al più basso tasso medio di remunerazione (2,3% nel 2025 contro 4,1% nel 2024) in seguito alla riduzione dei tassi di interesse di riferimento della BCE e, in misura minore, all’applicazione del tasso sui depositi presso la banca centrale, anziché del tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali, quale base per la remunerazione.

7.706 milioni di euro
Interessi passivi sul saldo debitorio netto Target della BCE

Per le stesse ragioni, nel 2025 anche gli interessi passivi netti sui saldi Target dovuti dalle/alle BCN si sono ridotti di 7.968 milioni di euro raggiungendo 7.706 milioni. Hanno contribuito alla riduzione anche i minori saldi Target, soprattutto a seguito della scadenza di titoli detenuti per finalità di politica monetaria.

Nel 2025 gli altri interessi passivi netti sono diminuiti di 994 milioni di euro collocandosi a 485 milioni. Ciò è principalmente riconducibile alla riduzione degli interessi passivi (1) sui depositi accettati dalla BCE nel suo ruolo di agente finanziario, (2) sui saldi dei sistemi ancillari dell’area dell’euro e (3) sul contante ricevuto in garanzia nelle operazioni di prestito titoli, per la diminuzione dei tassi di remunerazione medi nel 2025 e dei minori saldi medi di queste tre voci. Tali variazioni sono in parte compensate dalla diminuzione degli interessi attivi sul portafoglio detenuto a fronte dei fondi propri, principalmente ascrivibile al minore ammortamento delle obbligazioni a sconto.

Gli utili netti realizzati da cambio sono principalmente riconducibili al regolare ribilanciamento della composizione delle riserve valutarie della BCE

Nel 2025 gli utili netti realizzati su operazioni finanziarie ammontano a 950 milioni di euro, a fronte di una perdita di 17 milioni nel 2024 (grafico 17). Ciò è prevalentemente riconducibile agli utili netti realizzati da cambio in seguito al regolare ribilanciamento della composizione delle riserve valutarie della BCE nel terzo trimestre del 2025 in linea con l’allocazione perseguita. I proventi derivanti dalla vendita di una piccola parte delle disponibilità in dollari statunitensi sono stati interamente reinvestiti in yen giapponesi (grafico 18).

Al risultato complessivo hanno contribuito anche gli utili netti da prezzo realizzati in seguito alla vendita di titoli denominati in dollari statunitensi, il cui valore di mercato ha beneficiato della diminuzione dei corrispondenti rendimenti in dollari durante l’anno (figura 19).

Grafico 17

Utili/(perdite) realizzati su operazioni finanziarie

(milioni di euro)

Fonte: BCE.

Grafico 18

Utili/(perdite) realizzati trimestralmente su operazioni finanziarie nel 2024 e nel 2025

(milioni di euro)

Fonte: BCE.

Grafico 19

Rendimento dei titoli di Stato a due anni negli Stati Uniti, in Giappone e in Cina

(valori percentuali annui; dati di fine mese)

Fonte: LSEG.

1.316 milioni di euro
Svalutazioni da cambio, principalmente sulle consistenze in yen giapponesi della BCE

Le minusvalenze non realizzate risultanti dalle valutazioni sono imputate al conto economico a fine esercizio come svalutazioni. Nel 2025 tali svalutazioni ammontano a 1.446 milioni di euro (grafico 20). Le perdite da cambio non realizzate ammontano a 1.316 milioni di euro, a seguito del deprezzamento di alcune valute estere nei confronti dell’euro a tassi di cambio inferiori al costo di acquisto. In particolare, lo yen giapponese registra un deprezzamento del 13% rispetto all’anno precedente, da cui deriva una svalutazione delle consistenze in yen per 1.229 milioni di euro. Si registrano inoltre perdite da prezzo non realizzate per 130 milioni di euro, a seguito di una diminuzione del valore di mercato di alcuni titoli, prevalentemente del portafoglio detenuto a fronte dei fondi propri e del portafoglio in yen giapponesi.

Grafico 20

Svalutazioni di attività e di posizioni finanziarie

(milioni di euro)

Fonte: BCE.

I costi operativi totali della BCE, inclusi gli ammortamenti e i servizi di produzione delle banconote, sono diminuiti di 42 milioni di euro, collocandosi a 1.428 milioni (grafico 21). Ciò è ampiamente ascrivibile a un calo delle spese per il personale relative ai benefici successivi al rapporto di lavoro e agli altri benefici a lungo termine, principalmente dovuto al fatto che nel 2024 era stata apportata una modifica al regolamento sui piani pensionistici della BCE, in seguito alla quale era insorto un costo previdenziale non ricorrente interamente rilevato nel conto economico di tale esercizio.

690 milioni di euro
Proventi relativi ai contributi per le attività di vigilanza

Le spese connesse alla vigilanza bancaria sono integralmente coperte dai contributi annuali a carico dei soggetti vigilati. Sulla base delle spese effettive sostenute dalla BCE per l’assolvimento dei compiti di vigilanza bancaria, i proventi relativi ai contributi si sono attestati a 690 milioni di euro nel 2025[27].

Grafico 21

Spese operative e proventi relativi ai contributi per le attività di vigilanza

(milioni di euro)

Fonte: BCE.

1.4 Gestione dei rischi

La gestione dei rischi rappresenta una parte cruciale delle attività della BCE e viene condotta attraverso un processo continuo di (1) individuazione e valutazione dei rischi, (2) riesame delle strategie e delle politiche concernenti i rischi, (3) attuazione delle misure di mitigazione dei rischi e (4) monitoraggio e segnalazione dei rischi con il supporto, in ciascuna fase, di metodologie, processi e sistemi efficaci (figura 2).

Figura 2

Ciclo di gestione dei rischi

Le sezioni seguenti esaminano i rischi, le rispettive fonti e i sistemi di controllo applicabili.

1.4.1 Rischi finanziari

Il Comitato esecutivo propone le politiche e le procedure volte ad assicurare un adeguato livello di protezione dai rischi finanziari a cui è esposta la BCE. Il Comitato per la gestione dei rischi (Risk Management Committee, RMC), che riunisce esperti delle banche centrali dell’Eurosistema, contribuisce al monitoraggio, alla misurazione e alla rendicontazione dei rischi finanziari inerenti al bilancio dell’Eurosistema e definisce e rivede i modelli e le metodologie applicabili. In questo modo l’RMC coadiuva gli organi decisionali nell’assicurare un adeguato livello di protezione per l’Eurosistema.

I rischi finanziari emergono in relazione alle operazioni della BCE e alle connesse esposizioni. I meccanismi di controllo dei rischi e i limiti di esposizione applicati dalla BCE per gestire il proprio profilo di rischio differiscono a seconda del tipo di operazione, riflettendo gli obiettivi di policy o di investimento dei vari portafogli e le caratteristiche di rischio delle attività sottostanti.

Per il monitoraggio e la valutazione dei rischi, la BCE si avvale di tecniche di stima messe a punto dai propri esperti. Queste tecniche si basano su un modello di simulazione congiunta dei rischi di mercato e di credito. I modelli, le tecniche e le ipotesi adottati per la misurazione dei rischi sono ricavati dagli standard di settore e dai dati di mercato disponibili. Solitamente i rischi sono quantificati tramite l’expected shortfall (ES) stimata al livello di confidenza del 99% su un orizzonte temporale di un anno[28]. Per il calcolo dei rischi si utilizzano due approcci: (1) l’approccio contabile, incentrato sull’impatto sul conto economico della BCE, in base al quale le perdite sono assorbite innanzitutto dai relativi conti di rivalutazione, e (2) l’approccio finanziario, focalizzato sull’impatto delle perdite finanziarie sul patrimonio netto complessivo della BCE, senza considerare i conti di rivalutazione come una riserva ai fini calcolo dei rischi. Inoltre la BCE utilizza anche ulteriori misure di rischio con diversi livelli di confidenza, esegue analisi di sensibilità e degli scenari di stress, effettua stime degli utili e dei rischi a lungo termine per avere una visione complessiva dei rischi[29].

15,2 miliardi di euro
Rischi totali (ES al 99%, approccio contabile)

Nel corso dell’esercizio sono diminuiti lievemente i rischi totali della BCE. A fine 2025 i rischi finanziari totali per il bilancio della BCE misurati dall’ES con un livello di confidenza del 99% su un orizzonte di un anno, in linea con l’approccio contabile, ammontano a 15,2 miliardi di euro, importo leggermente inferiore alla stima dei rischi a fine 2024 (grafico 22). La diminuzione dei rischi determinata dalla riduzione delle consistenze della BCE in titoli del settore pubblico nell’ambito del PAA e del PEPP è stata ampiamente compensata dall’aumento dei rischi connessi alle riserve valutarie e al portafoglio in euro detenuto a fronte dei fondi propri.

Grafico 22

Rischi finanziari totali (ES al 99%, approccio contabile)

(miliardi di euro)

Fonte: BCE.

Rischio di credito

L’esposizione al rischio di credito deriva dai portafogli detenuti dalla BCE per finalità di politica monetaria, dal portafoglio in euro detenuto a fronte dei fondi propri e dalle riserve valutarie. Sebbene i titoli di debito detenuti per finalità di politica monetaria siano valutati al costo ammortizzato tenendo conto di eventuali riduzioni durevoli di valore, e non siano quindi soggetti, in assenza di vendite, a variazioni di prezzo associate al rischio di migrazione, restano comunque esposti al rischio di default. Il portafoglio in euro a fronte dei fondi propri e le riserve valutarie sono valutati ai prezzi di mercato e sono pertanto soggetti al rischio di migrazione e al rischio di default. Il rischio di credito è diminuito rispetto al 2024, a seguito della riduzione dei titoli detenuti per finalità di politica monetaria.

Il rischio di credito è mitigato principalmente tramite l’applicazione di criteri di idoneità, procedure di due diligence e limiti di esposizione che differiscono da un portafoglio all’altro.

Rischi di cambio e di prezzo delle materie prime

I rischi di cambio e di prezzo delle materie prime derivano dalle riserve in valuta e dalle disponibilità in oro della BCE. Il rischio di cambio è aumentato rispetto al 2024.

Dato il ruolo di queste attività, la BCE non copre i relativi rischi di cambio e di prezzo delle materie prime, che sono invece mitigati dalla presenza di conti di rivalutazione e da una diversificazione su più valute e sull’oro.

Rischio azionario

La BCE ha investito una piccola parte del portafoglio in euro detenuto a fronte dei fondi propri in ETF che replicano indici di riferimento in linea con gli obiettivi di Parigi, a cui è quindi connesso un rischio azionario.

Data la modesta entità dell’investimento, la BCE è esposta a un rischio azionario piuttosto marginale, mitigato tramite la diversificazione e dai relativi conti di rivalutazione.

Rischio di tasso di interesse

Il portafoglio relativo alle riserve in valuta e il portafoglio in euro detenuto a fronte dei fondi propri della BCE sono investiti principalmente in titoli a reddito fisso e pertanto sono soggetti al rischio di tasso di interesse connesso alla valutazione ai prezzi di mercato (mark-to-market). La BCE investe quasi la metà delle proprie riserve valutarie in attività con scadenze relativamente brevi (cfr. il grafico 7 nella sezione 1.3.1 “Stato patrimoniale”), mentre le attività nel portafoglio detenuto a fronte dei fondi propri hanno in genere scadenze più lunghe (cfr. il grafico 9 nella sezione 1.3.1 “Stato patrimoniale”). Il rischio di tasso di interesse sul portafoglio detenuto a fronte dei fondi propri della BCE, misurato con l’approccio contabile, è aumentato rispetto al 2024.

Il rischio di tasso di interesse connesso alla valutazione ai prezzi di mercato (mark-to-market) è mitigato attraverso le politiche di allocazione delle attività e i conti di rivalutazione.

La BCE è soggetta anche al rischio di tasso di interesse derivante dai disallineamenti fra il tasso di interesse percepito sulle attività e quello dovuto sulle passività, con conseguente impatto sugli interessi attivi netti. Questo rischio non è connesso direttamente a un particolare portafoglio, ma piuttosto alla struttura complessiva dello stato patrimoniale della BCE e, soprattutto, ai disallineamenti di scadenze e rendimenti fra attività e passività. Il rischio di tasso di interesse è diminuito nel 2025, riflettendo la riduzione delle passività della BCE a seguito del calo delle consistenze in titoli del PAA e del PEPP. Oltre a essere misurato dall’ES con un livello di confidenza del 99% su un orizzonte di un anno, il rischio di tasso di interesse è monitorato utilizzando proiezioni della redditività della BCE su un orizzonte di medio-lungo periodo.

Questa tipologia di rischio è gestita attraverso politiche di allocazione delle attività ed è inoltre mitigata dalla presenza di passività non remunerate nello stato patrimoniale della BCE.

Il concretizzarsi del rischio di tasso di interesse ha determinato perdite a partire dal 2022; anche nel 2025 la BCE ha continuato a registrare interessi passivi netti. Questi ultimi sono stati significativamente inferiori rispetto ai due anni precedenti, soprattutto per effetto di una diminuzione del tasso sui depositi presso la banca centrale, che dal 1° gennaio 2025 rappresenta il principale tasso di remunerazione delle passività. La BCE dovrebbe iniziare a registrare interessi attivi netti nel prossimo futuro; tuttavia, ulteriori perdite da interessi nei prossimi anni non possono essere escluse a seguito dei menzionati disallineamenti di scadenze e rendimenti fra attività e passività.

Rischio climatico

I rischi associati al cambiamento climatico sono stati gradualmente integrati nel sistema di gestione dei rischi della BCE. Nel 2022 l’Eurosistema ha condotto la prima prova di stress del rischio climatico sul proprio bilancio, che ha consentito di ottenere una stima preliminare dell’impatto di questo rischio sullo stato patrimoniale della BCE[30]. Nel 2024 è stata effettuata un’altra prova di stress del rischio climatico. Nei prossimi anni questi esercizi continueranno a essere svolti con cadenza regolare[31].

1.4.2 Rischio operativo

La gestione dei rischi operativi (operational risk management, ORM) è parte integrante della struttura di governance e dei processi gestionali della BCE[32]. Le politiche e il quadro di riferimento per l’ORM presso la BCE, nonché la loro approvazione, sono di competenza del Comitato esecutivo, mentre il Comitato per i rischi operativi (Operational Risk Committee) assiste il Comitato esecutivo nell’assolvimento della sua funzione di supervisione sulla gestione dei rischi operativi[33].

La principale finalità del quadro di riferimento per l’ORM presso la BCE è contribuire ad assicurare che la Banca realizzi la missione e gli obiettivi stabiliti, tutelando la propria reputazione e le proprie attività da perdite, abusi e danni. Nell’ambito del quadro di riferimento per l’ORM ogni area funzionale della BCE ha il compito di individuare, valutare e monitorare i propri rischi operativi e i relativi controlli, predisporre piani di risposta e segnalare gli incidenti. In tale contesto la politica di tolleranza al rischio della BCE dà indicazioni sulle strategie di risposta e sulle procedure di accettazione del rischio. Essa è connessa a una matrice del rischio 5x5 basata su una scala di classificazione dell’impatto e della probabilità che utilizza criteri quantitativi e qualitativi.

Il contesto in cui opera la BCE è esposto a minacce sempre più complesse e interconnesse, fra cui rischi geopolitici, minacce alla sicurezza cibernetica e sfide per la sostenibilità. Un’ampia gamma di rischi operativi è associata alle attività ordinarie della BCE. Le principali aree di criticità comprendono un vasto spettro di rischi non finanziari connessi alle persone, ai sistemi, ai processi, ai rapporti con parti terze e agli eventi esterni. Pertanto, la BCE si è dotata di processi che facilitano la gestione efficace e continua dei propri rischi operativi e integrano le informazioni sui rischi nel processo decisionale. Inoltre, la BCE continua a dedicare particolare attenzione al rafforzamento della propria resilienza, adottando un approccio di ampio respiro rispetto ai rischi e alle opportunità in una prospettiva completa, comprendente anche aspetti relativi alla sostenibilità. Sono stati predisposti piani e strutture di emergenza per assicurare la continuità operativa delle funzioni critiche aziendali in caso di necessità.

1.4.3 Rischio di condotta

Per far fronte al rischio di condotta[34] la BCE si è dotata di un apposito Ufficio di conformità e governance investito della funzione fondamentale di gestione dei rischi per il rafforzamento dell’assetto di governance della Banca. La finalità dell’Ufficio è assistere il Comitato esecutivo nel tutelare l’integrità e la reputazione della BCE, promuovere principi etici di comportamento e rafforzare l’obbligo di rendere conto del proprio operato e la trasparenza da parte della Banca. Un Comitato etico indipendente fornisce consulenza e indicazioni alle alte cariche della BCE in tema di integrità e condotta e coadiuva il Consiglio direttivo nella gestione dei rischi a livello dirigenziale in maniera adeguata e coerente. Sul piano dell’Eurosistema e del Meccanismo di vigilanza unico, il Comitato per l’etica e la conformità si adopera per conseguire un’attuazione coerente dei modelli di condotta per le BCN e le autorità nazionali competenti.

2 Bilancio della BCE

2.1 Stato patrimoniale al 31 dicembre 2025

Attivo

(milioni di euro)

Nota n.

2025

2024

Oro e crediti in oro

1

59.754

40.895

Crediti denominati in valuta estera nei confronti di non residenti nell’area dell’euro

2

54.764

58.117

Crediti verso l’FMI

2.1

1.772

2.227

Saldi presso banche e investimenti in titoli, prestiti esteri e altre attività sull’estero

2.2

52.992

55.890

Crediti denominati in valuta estera nei confronti di residenti nell’area dell’euro

2.2

2.236

4.094

Altri crediti denominati in euro verso enti creditizi dell’area dell’euro

3

1

2

Titoli denominati in euro emessi da residenti nell’area dell’euro

4

325.265

376.781

Titoli detenuti per finalità di politica monetaria

4.1

325.265

376.781

Crediti interni all’Eurosistema

5

129.563

127.067

Crediti derivanti dall’allocazione delle banconote in euro all’interno dell’Eurosistema

5.1

129.563

127.067

Altre attività

6

31.756

33.644

Immobilizzazioni materiali e immateriali

6.1

1.055

971

Altre attività finanziarie

6.2

23.211

22.781

Differenze da valutazione su operazioni “fuori bilancio”

6.3

273

681

Ratei e risconti attivi

6.4

7.108

9.158

Varie

6.5

110

53

Totale attivo

603.339

640.600

Nota: i totali riportati negli schemi di bilancio e nelle tavole delle note possono non quadrare per effetto degli arrotondamenti. Le cifre 0 e (0) indicano importi positivi o negativi arrotondati a zero, mentre il trattino (-) indica zero.

Passivo

(milioni di euro)

Nota n.

2025

2024

Banconote in circolazione

7

129.563

127.067

Altre passività denominate in euro verso enti creditizi dell’area dell’euro

8

489

2.388

Passività denominate in euro nei confronti di altri residenti nell’area dell’euro

9

26.022

24.554

Amministrazioni pubbliche

9.1

74

73

Altre passività

9.2

25.947

24.482

Passività denominate in euro nei confronti di non residenti nell’area dell’euro

10

26.846

39.859

Passività interne all’Eurosistema

11

354.060

388.676

Passività equivalenti al trasferimento di riserve ufficiali

11.1

40.562

40.562

Passività relative a Target (nette)

11.2

313.491

348.074

Altre passività nell’ambito dell’Eurosistema (nette)

11.3

8

40

Altre passività

12

4.745

7.615

Differenze da valutazione su operazioni “fuori bilancio”

12.1

0

-

Ratei e risconti passivi

12.2

3.661

6.288

Varie

12.3

1.084

1.327

Fondi di accantonamento

13

84

72

Altri fondi

13.1

84

72

Conti di rivalutazione

14

63.068

50.653

Capitale e riserve

15

8.925

8.925

Capitale

15.1

8.925

8.925

Perdite portate a nuovo

16

(9.210)

(1.266)

Utile/(perdita) d’esercizio

(1.254)

(7.944)

Totale passivo

603.339

640.600

2.2 Conto economico per l’esercizio terminato il 31 dicembre 2025

(milioni di euro)

Nota n.

2025

2024

Interessi attivi/(passivi) netti

22

(178)

(6.983)

Interessi attivi

39.328

66.898

Interessi passivi

(39.507)

(73.881)

Risultato netto di operazioni finanziarie e svalutazioni

(497)

(286)

Utili/(perdite) realizzati rivenienti da operazioni finanziarie

23

950

(17)

Svalutazioni di attività e di posizioni finanziarie

24

(1.446)

(269)

Proventi/(spese) netti per provvigioni e commissioni

25

700

674

Proventi da strumenti azionari e partecipazioni

26

14

1

Altri proventi

27

135

119

Spese per il personale

28

(809)

(844)

Spese di amministrazione

29

(516)

(513)

Ammortamento di immobilizzazioni materiali e immateriali

(94)

(104)

Servizi di produzione delle banconote

30

(8)

(9)

Utile/(perdita) prima dell’(accantonamento ai)/utilizzo dei fondi rischi

(1.254)

(7.944)

(Accantonamento ai)/utilizzo dei fondi rischi

31

-

-

Utile/(perdita) d’esercizio

(1.254)

(7.944)

Francoforte sul Meno, 17 febbraio 2026
Banca centrale europea

Christine Lagarde
Presidente

2.3 Criteri di rilevazione contabile e di redazione del bilancio

Forma e presentazione del bilancio

Il bilancio della BCE è stato predisposto in conformità ai principi e criteri contabili[35] di seguito descritti, che ad avviso del Consiglio direttivo della BCE ne consentono una rappresentazione corretta, riflettendo nel contempo la natura delle attività di una banca centrale.

Principi contabili

Sono stati applicati i seguenti principi contabili: trasparenza e aderenza alla realtà economica, prudenza, rilevanza, coerenza e comparabilità, prospettiva della continuità aziendale (cosiddetta “azienda in funzionamento”), competenza, considerazione dei fatti successivi alla data di riferimento del bilancio.

Rilevazione delle attività e delle passività

Un’attività o una passività è iscritta nello stato patrimoniale solo quando è probabile che i futuri benefici economici ad essa connessi affluiscano alla o defluiscano dalla BCE, sostanzialmente tutti i rischi e i benefici associati sono stati trasferiti alla BCE e il costo o il valore dell’attività ovvero l’ammontare dell’obbligazione può essere misurato in modo attendibile.

Criteri generali

Il bilancio è stato redatto sulla base del criterio del costo storico, adeguato per effettuare la valutazione a prezzi di mercato dei titoli negoziabili (diversi da quelli attualmente detenuti per finalità di politica monetaria), dell’oro e di tutte le altre attività e passività di bilancio e “fuori bilancio” denominate in valuta estera.

Le operazioni su attività e passività finanziarie sono iscritte alla data di regolamento.

Ad eccezione delle operazioni a pronti in titoli, le operazioni su strumenti finanziari denominati in valuta estera sono registrate in conti “fuori bilancio” alla data di contrattazione. Alla data di regolamento le registrazioni “fuori bilancio” sono stornate e le operazioni vengono iscritte in bilancio. Gli acquisti e le vendite di valuta estera incidono sulla posizione netta in valuta alla data di contrattazione; gli utili o le perdite realizzati generati dalle vendite sono altresì calcolati alla data di contrattazione. Gli interessi, i premi e gli sconti maturati sugli strumenti finanziari denominati in valuta estera sono calcolati e registrati su base giornaliera e, pertanto, incidono giornalmente sulla posizione in valuta.

Oro e attività e passività in valuta estera

Le attività e le passività denominate in valuta estera sono espresse in euro al tasso di cambio vigente alla data di riferimento del bilancio. Le rendite e le spese sono espresse al tasso di cambio in essere alla data della loro rilevazione. La valutazione di queste attività e passività viene effettuata separatamente per ogni divisa, considerando sia le poste di bilancio sia quelle “fuori bilancio”.

La valutazione al prezzo di mercato viene condotta distintamente da quella al tasso di cambio.

L’oro è valutato al prezzo di mercato che si registra alla data di riferimento del bilancio. Non si opera alcuna distinzione fra le differenze da valutazione attinenti al prezzo e quelle relative al tasso di cambio. Viene infatti contabilizzata un’unica valutazione sulla base del prezzo in euro per oncia fina di oro, che per l’esercizio terminato il 31 dicembre 2025 è stato calcolato con riferimento al tasso di cambio dell’euro nei confronti del dollaro statunitense al 31 dicembre.

Il diritto speciale di prelievo (DSP) è composto da un paniere di valute e il suo valore è determinato dalla somma ponderata dei tassi di cambio delle cinque valute principali (dollaro statunitense, euro, renminbi cinese, sterlina britannica e yen giapponese). Le consistenze in DSP detenute dalla BCE sono espresse in euro al tasso di cambio dell’euro nei confronti del DSP vigente al 31 dicembre 2025.

Titoli

Titoli detenuti per finalità di politica monetaria
I titoli di debito attualmente detenuti per finalità di politica monetaria sono contabilizzati al costo ammortizzato tenendo conto di eventuali riduzioni durevoli di valore.

Altri titoli
I titoli negoziabili (diversi dai titoli di debito detenuti per finalità di politica monetaria) e le altre attività analoghe sono valutati singolarmente sulla base dei prezzi medi di mercato oppure delle relative curve dei rendimenti alla data di riferimento del bilancio. Le opzioni incorporate nei titoli non sono considerate separatamente ai fini della valutazione. Per l’esercizio terminato il 31 dicembre 2025 sono stati applicati i prezzi medi di mercato al 30 dicembre.

Le quote dei fondi di investimento negoziabili sono valutate su base netta a livello di fondo, utilizzando il valore patrimoniale netto. Le minusvalenze (non realizzate) su uno specifico fondo non sono compensate con le plusvalenze (non realizzate) su altri fondi.

Le azioni illiquide e tutti gli altri strumenti di capitale detenuti in via permanente a scopo di investimento sono valutati al costo tenendo conto di eventuali riduzioni durevoli di valore.

Rilevazione delle rendite e delle spese

Le rendite e le spese vengono rilevate nel periodo in cui sono state, rispettivamente, conseguite e sostenute[36]. Gli utili e le perdite realizzati derivanti dalla vendita di valuta estera, oro e titoli sono calcolati sulla base del costo medio dell’attività e vengono iscritti nel conto economico.

Le plusvalenze (non realizzate) non sono imputate al conto economico come componenti positive di reddito, ma vengono registrate direttamente in un conto di rivalutazione.

Le minusvalenze (non realizzate) sono iscritte nel conto economico se a fine esercizio eccedono le preesistenti rivalutazioni cumulate registrate nel corrispondente conto di rivalutazione. Le minusvalenze (non realizzate) su uno specifico titolo, una specifica valuta o sulle disponibilità in oro non sono compensate con plusvalenze (non realizzate) su altre specie di titoli, valute oppure oro. Qualora tali minusvalenze siano imputate al conto economico, il costo medio viene ridotto in linea con il tasso di cambio o il prezzo di mercato di fine esercizio.

Le perdite durevoli di valore sono esposte nel conto economico e non vengono stornate negli esercizi successivi, salvo il caso in cui la perdita durevole diminuisca e tale diminuzione sia ascrivibile a un evento osservabile verificatosi in un momento posteriore alla registrazione iniziale della perdita.

I premi e gli sconti sui titoli sono ammortizzati sulla base della vita residua contrattuale dei titoli.

Operazioni temporanee

Mediante queste operazioni la BCE acquista (o vende) attività a pronti con patto di rivendita (o riacquisto) a termine.

Un’operazione di vendita a pronti con patto di riacquisto a termine consiste nella cessione di titoli a fronte di contante con l’impegno contestuale di riacquistarli dalla controparte a un prezzo concordato e a una data futura prefissata. Tali operazioni sono registrate nel passivo dello stato patrimoniale come depositi garantiti. I titoli oggetto di queste transazioni restano iscritti nella situazione patrimoniale della BCE.

Un’operazione di acquisto a pronti con patto di rivendita a termine consiste in un acquisto di titoli a fronte di contante con l’impegno contestuale di rivenderli alla controparte a un prezzo concordato e a una data futura prefissata. Tali operazioni sono registrate nell’attivo dello stato patrimoniale come prestiti garantiti, ma non sono incluse nei titoli detenuti dalla BCE.

Le operazioni temporanee, comprese quelle di prestito titoli, condotte nell’ambito di un programma offerto da istituzioni specializzate sono rilevate nello stato patrimoniale soltanto nel caso in cui la garanzia sia stata fornita in contante e non risulti investita.

Operazioni “fuori bilancio”

Le operazioni “fuori bilancio” in valuta, comprendenti gli acquisti e le vendite a termine di valuta, gli impegni a termine nell’ambito di swap in valuta e le altre operazioni comportanti lo scambio di una valuta contro un’altra a una data futura, concorrono a determinare la posizione netta in valuta ai fini del calcolo del costo medio e degli utili o delle perdite da cambio.

Le operazioni “fuori bilancio” su tassi di interesse sono valutate separatamente le une dalle altre. I movimenti giornalieri dei margini di variazione dei contratti future aperti su tassi di interesse sono iscritti nel conto economico.

La valutazione delle operazioni a termine in titoli è svolta sulla base di metodi comunemente accettati che prevedono l’utilizzo dei prezzi e dei tassi di mercato e dei fattori di sconto osservabili tra le date di regolamento e quella di valutazione.

Immobilizzazioni

Salvo i terreni e le opere d’arte, le immobilizzazioni (comprese quelle immateriali) sono valutate al costo dedotto l’ammortamento. I terreni e le opere d’arte sono valutati al costo. La sede principale della BCE è valutata al costo dedotto l’ammortamento, tenendo conto di eventuali riduzioni durevoli di valore. Riguardo all’ammortamento della sede principale della BCE, i costi vengono adeguatamente imputati alle varie componenti, che a loro volta sono ammortizzate in base alla rispettiva vita utile stimata. L’ammortamento è calcolato a quote costanti sull’intero periodo atteso di vita utile del bene, a partire dal trimestre successivo alla data in cui questo diviene utilizzabile. Si riporta di seguito la vita utile attesa per le principali categorie di beni.

Edifici

20, 25 o 50 anni

Attrezzature all’interno degli edifici

10 o 15 anni

Hardware e software IT

4 anni

Impianti tecnici

4, 10 o 15 anni

Mobili

10 anni

Automezzi

4 anni

Riguardo alle spese capitalizzate per opere di rinnovamento dei locali attualmente presi in affitto dalla BCE, il periodo di ammortamento è modificato per tenere conto dei fatti aventi un impatto sulla vita utile attesa del bene in questione.

La BCE effettua una verifica annuale volta ad accertare riduzioni durevoli di valore della sua sede principale e delle attività per il diritto d’uso di immobili adibiti a uffici (cfr. sotto “Leasing”). Qualora si osservi un indicatore e si valuti che un’attività possa avere subito una riduzione durevole di valore, si procede alla stima del valore recuperabile. Una perdita durevole di valore è registrata nel conto economico se il valore recuperabile è inferiore al valore contabile netto.

Le immobilizzazioni con costo inferiore a 10.000 euro sono interamente imputate al conto economico dell’anno di acquisto.

Le immobilizzazioni che, pur soddisfacendo i criteri di capitalizzazione, sono ancora in fase di costruzione o di sviluppo vengono iscritte alla voce “Immobilizzazioni in corso”. I costi connessi verranno imputati alle categorie pertinenti una volta che i beni saranno disponibili e pronti all’uso.

Leasing

La BCE può fungere da locatario e da sublocatore.

La BCE nel ruolo di locatario
Per tutti i leasing riguardanti un bene materiale ove la BCE funga da locatario, le relative attività per il diritto d’uso (ossia attività consistenti nel diritto di utilizzo) e passività per leasing sono imputate allo stato patrimoniale alla data di decorrenza del contratto (vale a dire quando l’attività in oggetto è disponibile per l’uso), nelle categorie delle rispettive immobilizzazioni, ovvero “Immobilizzazioni materiali e immateriali” e alla voce “Varie” (passivo). Per i leasing che soddisfano i criteri di capitalizzazione ma la cui attività è ancora in fase di costruzione o adeguamento, i costi sostenuti prima della data di decorrenza del contratto sono rilevati alla voce “Immobilizzazioni in corso”.

Le attività per il diritto d’uso sono valutate al costo, dedotto l’ammortamento. Inoltre le attività per il diritto d’uso di immobili adibiti a uffici sono soggette a verifica annuale volta ad accertare eventuali riduzioni durevoli di valore (per maggiori informazioni, cfr. sopra “Immobilizzazioni”). L’ammortamento è calcolato a quote costanti dalla data di decorrenza del contratto alla fine della vita utile dell’attività per il diritto d’uso o, se anteriore, al termine della durata del leasing.

La passività per leasing è inizialmente valutata al valore attuale dei futuri pagamenti dovuti per il leasing (includendo soltanto le componenti leasing), attualizzati utilizzando il tasso di finanziamento marginale della BCE. Successivamente la passività per leasing è calcolata al costo ammortizzato in base al criterio dell’interesse effettivo. I relativi interessi passivi sono iscritti alla voce “Interessi passivi” del conto economico. La passività per leasing viene rideterminata in caso di modifica dei futuri pagamenti dovuti in seguito alla variazione di un indice o a una nuova valutazione del contratto in essere per altre cause. Ogni rideterminazione della passività per leasing genera una corrispondente rettifica nel valore contabile dell’attività per il diritto d’uso.

I leasing a breve termine, della durata massima di 12 mesi, e quelli di attività di modesto valore, inferiore a 10.000 euro, (coerentemente con la soglia utilizzata per la rilevazione delle immobilizzazioni) sono iscritti come spesa nel conto economico.

La BCE nel ruolo di sublocatore
In tutti i leasing per i quali la BCE funge da sublocatore (ossia locatore intermedio), essa concede a terzi il diritto d’uso sull’attività sottostante (per intero o in parte), mentre resta valido il contratto tra il locatore originario e la BCE (leasing principale). Il sub-leasing è classificato come leasing finanziario o leasing operativo[37], con riferimento all’attività per il diritto d’uso derivante dal contratto di locazione principale, piuttosto che indicando l’attività sottostante.

Le operazioni di sub-leasing in cui la BCE svolge il ruolo sublocatore sono classificate come leasing finanziario. Per queste operazioni la BCE stralcia (per intero o in parte) dalla voce “Immobilizzazioni materiali e immateriali” l’attività per il diritto d’uso connessa al leasing principale che viene trasferita al sublocatario; i crediti per sub-leasing sono invece iscritti alla voce “Varie” (attivo). L’operazione di sub-leasing non incide sulla passività per leasing connessa al leasing principale.

Alla data di decorrenza del contratto, i crediti per sub-leasing sono inizialmente valutati al valore attuale dei futuri canoni di leasing che saranno maturati dalla BCE, applicando il tasso di attualizzazione utilizzato per il leasing principale. Successivamente i crediti per sub-leasing sono calcolati al costo ammortizzato in base al criterio dell’interesse effettivo. I relativi interessi attivi sono iscritti alla voce “Interessi attivi” del conto economico.

Benefici successivi al rapporto di lavoro e altri benefici a lungo termine

Sintesi dei piani
La BCE applica piani a benefici definiti per il proprio personale e i membri del Comitato esecutivo, nonché per i membri del Consiglio di vigilanza dipendenti della Banca.

Il piano pensionistico per il personale è finanziato attraverso le attività detenute in un apposito fondo a lungo termine, comprendente un fondo a benefici definiti e un fondo a contribuzione definita. Sia la BCE sia il personale versano i contributi obbligatori nel fondo a benefici definiti. Il personale può conferire ulteriori contributi volontari nel fondo a contribuzione definita e al momento del pensionamento può convertire il valore cumulato del rispettivo conto a contribuzione definita in una rendita integrativa[38].

Per i membri del Comitato esecutivo e i membri del Consiglio di vigilanza dipendenti della BCE i benefici successivi al rapporto di lavoro e gli altri benefici a lungo termine (comprese le pensioni) non sono finanziati attraverso specifiche attività; ciò avviene anche per i benefici successivi al rapporto di lavoro e gli altri benefici a lungo termine (diversi dalle pensioni) del personale.

Passività netta per benefici definiti
La passività relativa ai piani a benefici definiti (compresi gli altri benefici a lungo termine) iscritta alla voce “Varie” (passivo) dello stato patrimoniale rappresenta il valore attuale dell’obbligazione a benefici definiti alla data di riferimento del bilancio, meno il fair value (valore equo) delle attività a servizio del piano.

Il valore attuale dell’obbligazione a benefici definiti è determinato su base annua da attuari indipendenti con il metodo della proiezione del credito unitario. Il calcolo è effettuato mediante attualizzazione dei flussi finanziari stimati per il futuro (utilizzando un tasso basato sui rendimenti di mercato alla data di riferimento del bilancio) relativi a obbligazioni societarie di elevata qualità denominate in euro e caratterizzate da un profilo delle scadenze simile a quello della relativa obbligazione.

Gli utili e le perdite attuariali possono derivare da rettifiche basate sull’esperienza passata (laddove vi siano differenze tra le ipotesi attuariali formulate in precedenza e quanto si è effettivamente verificato) e da modifiche delle ipotesi attuariali.

Costo netto dei benefici definiti
Il costo netto dei benefici definiti è ripartito in componenti rilevate nel conto economico e nel ricalcolo dei benefici successivi al rapporto di lavoro esposto nei “Conti di rivalutazione” dello stato patrimoniale.

L’ammontare netto imputato al conto economico comprende:

  1. il costo previdenziale derivante dalle prestazioni di lavoro correnti a carico dell’esercizio;
  2. il costo previdenziale derivante dalle prestazioni di lavoro passate che, eventualmente, risulti dalla modifica del piano;
  3. gli interessi passivi netti sulla passività netta per benefici definiti calcolati al tasso di attualizzazione;
  4. il ricalcolo relativo agli altri benefici a lungo termine.

L’ammontare netto esposto nei “Conti di rivalutazione” include:

  1. utili e perdite attuariali relativi ai benefici successivi al rapporto di lavoro;
  2. il rendimento effettivo delle attività del piano, esclusi gli importi compresi negli interessi netti sulla passività netta per benefici definiti.

Questi importi sono determinati annualmente da attuari indipendenti.

Saldi intra-SEBC/interni all’Eurosistema

I saldi intra-SEBC sono riconducibili principalmente ai pagamenti transfrontalieri in euro interni all’Unione europea (UE) regolati in moneta della banca centrale. Queste operazioni, disposte per la maggior parte da soggetti privati (ad esempio, enti creditizi, società e persone fisiche), sono regolate in Target, il sistema transeuropeo automatizzato di trasferimento espresso con regolamento lordo in tempo reale, e danno origine a saldi bilaterali nei conti Target delle banche centrali degli Stati membri dell’UE. Anche i pagamenti effettuati dalla BCE e dalle banche centrali nazionali (BCN) si riflettono in questi conti. Tutti i regolamenti sono aggregati e gestiti automaticamente in modo da costituire parte di una singola posizione per ciascuna BCN nei confronti della BCE. Tali posizioni, appostate nei conti della BCE, rappresentano il credito o debito netto di ciascuna BCN nei confronti del resto del Sistema europeo di banche centrali (SEBC). I movimenti nei conti Target sono rilevati giornalmente nelle registrazioni contabili della BCE e delle BCN.

I saldi interni all’Eurosistema delle BCN dei paesi dell’area dell’euro verso la BCE derivanti da Target sono esposti nello stato patrimoniale della BCE in un’unica posizione netta attiva o passiva, alla voce “Crediti relativi a Target (netti)” oppure “Passività relative a Target (nette)”. I saldi intra-SEBC delle BCN dei paesi non appartenenti all’area dell’euro nei confronti della BCE, derivanti dalla loro adesione a Target, sono iscritti alla voce “Passività denominate in euro nei confronti di non residenti nell’area dell’euro”[39].

I saldi interni all’Eurosistema rivenienti dall’allocazione delle banconote in euro nell’ambito dell’Eurosistema confluiscono in un’unica posizione netta attiva, alla voce “Crediti derivanti dall’allocazione delle banconote in euro all’interno dell’Eurosistema” (cfr. sotto “Banconote in circolazione”).

I saldi interni all’Eurosistema derivanti dal trasferimento di riserve ufficiali alla BCE da parte delle BCN dell’Eurosistema sono denominati in euro e vengono iscritti alla voce “Passività equivalenti al trasferimento di riserve ufficiali”.

Gli altri saldi interni all’Eurosistema denominati in euro (fra cui eventuali conferimenti provvisori dell’utile della BCE alle BCN) sono esposti nella situazione patrimoniale della BCE in un’unica posizione netta attiva o passiva, alla voce “Altri crediti nell’ambito dell’Eurosistema (netti)” oppure “Altre passività nell’ambito dell’Eurosistema (nette)”.

Banconote in circolazione

L’emissione delle banconote in euro spetta alla BCE e alle BCN dell’area dell’euro, che assieme costituiscono l’Eurosistema[40]. L’ammontare complessivo dei biglietti in euro in circolazione è ripartito fra le banche centrali dell’Eurosistema l’ultimo giorno lavorativo di ogni mese sulla base dello schema di allocazione delle banconote[41].

Alla BCE è stata attribuita una quota pari all’8% del valore totale dei biglietti in euro in circolazione, che viene iscritta nello stato patrimoniale alla voce del passivo “Banconote in circolazione”. La quota della BCE sul totale delle banconote in euro in circolazione trova contropartita nei crediti nei confronti delle BCN. Tali crediti, di natura fruttifera[42], sono esposti alla voce “Crediti derivanti dall’allocazione delle banconote in euro all’interno dell’Eurosistema” (cfr. sopra “Saldi intra-SEBC/interni all’Eurosistema”). Gli interessi attivi su questi crediti confluiscono nella voce “Interessi attivi” del conto economico.

Fondo rischi finanziari

Il Consiglio direttivo può decidere di trasferire i redditi della BCE, in parte o per intero, al fondo rischi finanziari. Questo fondo può essere utilizzato nella misura ritenuta necessaria dal Consiglio direttivo per ripianare le perdite generate dall’esposizione ai rischi finanziari. L’ammontare del fondo rischi finanziari e l’esigenza stessa di continuare a disporne sono riesaminati con cadenza annuale, sulla base della valutazione della BCE riguardante la propria esposizione a tali rischi e alla luce di una serie di fattori, salvo il caso in cui il suo importo sia pari a zero e, allo stesso tempo, non vi sia alcun reddito della BCE da trasferire[43].

Utile distribuito a titolo di acconto

Un ammontare pari alla somma del reddito riveniente alla BCE dalle banconote in euro in circolazione e del reddito derivante dai titoli di debito detenuti per finalità di politica monetaria acquistati nell’ambito (1) del Programma per il mercato dei titoli finanziari, (2) del terzo Programma per l’acquisto di obbligazioni garantite, (3) del Programma di acquisto di titoli garantiti da attività, (4) del Programma di acquisto per il settore pubblico, (5) del Programma di acquisto per l’emergenza pandemica è conferito nel gennaio dell’anno successivo tramite distribuzione provvisoria dell’utile, salvo diversa decisione del Consiglio direttivo[44]. Qualsiasi decisione in tal senso viene assunta laddove, sulla base di una stima motivata fornita dal Comitato esecutivo, il Consiglio direttivo si attenda che la BCE rilevi nell’esercizio una perdita complessiva oppure un utile inferiore a tali redditi. Il Consiglio direttivo può anche decidere di trasferire questi redditi, in parte o per intero, a un fondo per i rischi finanziari (cfr. sopra, “Fondo rischi finanziari”).

Inoltre può decidere di dedurre dal reddito riveniente dalle banconote in euro in circolazione da distribuire a gennaio l’ammontare dei costi sostenuti dalla BCE per l’emissione e la gestione operativa delle banconote.

Fatti successivi alla data di chiusura del bilancio

Il valore delle attività e delle passività è oggetto di aggiustamenti relativi a eventi che si manifestano fra la data di riferimento del bilancio della BCE e quella in cui il Comitato esecutivo ne autorizza la presentazione al Consiglio direttivo per l’approvazione, qualora tali eventi incidano in misura significativa sullo stato delle attività e passività alla predetta data di riferimento.

I fatti rilevanti successivi alla data di chiusura del bilancio che non hanno effetti sulle attività e passività a tale data sono riportati nelle note.

Modifiche ai criteri di rilevazione contabile e di redazione del bilancio

Nel 2025 non sono state apportate modifiche ai criteri di rilevazione contabile e di redazione del bilancio applicati dalla BCE.

Altre informazioni

Il 13 marzo 2024 il Consiglio direttivo ha deciso alcune modifiche all’assetto operativo per l’attuazione della politica monetaria[45]. Nello stesso contesto, il Consiglio direttivo ha inoltre stabilito che dal 1° gennaio 2025 (1) i crediti derivanti dall’allocazione delle banconote in euro all’interno dell’Eurosistema, (2) i saldi Target dovuti dalle/alle BCN e (3) le passività equivalenti al trasferimento di riserve ufficiali sarebbero stati remunerati in base al tasso di interesse applicato ai depositi presso la banca centrale. Sino alla fine del 2024 tale remunerazione si basava sul tasso di interesse applicato dall’Eurosistema nelle aste delle operazioni di rifinanziamento principali.

Nomina del revisore esterno

Ai sensi dell’articolo 27 dello Statuto del SEBC e sulla base di una raccomandazione del Consiglio direttivo, il Consiglio dell’UE ha approvato la nomina della Forvis Mazars GmbH & Co. KG Wirtschaftsprüfungsgesellschaft Steuerberatungsgesellschaft, Amburgo (Repubblica federale di Germania) quale revisore esterno della BCE per un periodo di cinque anni fino al termine dell’esercizio finanziario 2029. Questo periodo può essere esteso fino ad altri due esercizi finanziari.

2.4 Note allo stato patrimoniale

Nota 1 - Oro e crediti in oro

Disponibilità in oro della BCE:

2025

2024

Quantità

Once di oro fino1

16.285.778

16.285.778

Prezzo

Prezzo in dollari per oncia fina di oro

4.311,200

2.608,750

Dollari statunitensi per euro

1,1750

1,0389

Valore di mercato (milioni di euro)

59.754

40.895

1) Pari a 506,5 tonnellate sia nel 2025 che nel 2024.

L’aumento del controvalore in euro delle disponibilità in oro della BCE è dovuto al rialzo del prezzo di mercato dell’oro espresso in euro (cfr. “Oro e attività e passività in valuta estera” nella sezione 2.3 “Criteri di rilevazione contabile e di redazione del bilancio” e la nota 14 “Conti di rivalutazione”).

Nota 2 - Crediti denominati in valuta estera nei confronti di residenti e non residenti nell’area dell’euro

Nota 2.1 - Crediti verso l’FMI

Questa voce rappresenta la quota di DSP detenuta dalla BCE, che al 31 dicembre 2025 ammonta a 1.772 milioni di euro (2.227 milioni nel 2024). Tali consistenze derivano da un accordo volontario di scambio con il Fondo monetario internazionale (FMI) secondo il quale quest’ultimo è autorizzato a eseguire operazioni di vendita e acquisto di DSP contro euro, per conto della BCE, entro un livello minimo e uno massimo di quote detenute. A fini contabili i DSP sono assimilati a una divisa estera (cfr. “Oro e attività e passività in valuta estera” nella sezione 2.3 “Criteri di rilevazione contabile e di redazione del bilancio”). Nel 2025 le consistenze in DSP della BCE sono diminuite principalmente per effetto delle operazioni condotte nell’ambito dell’accordo volontario di scambio menzionato in precedenza. Inoltre il deprezzamento del DSP nei confronti dell’euro nel corso del 2025 ha contribuito alla riduzione del controvalore in euro di tali consistenze.

Nota 2.2 - Saldi presso banche e investimenti in titoli, prestiti esteri e altre attività sull’estero e crediti denominati in valuta estera nei confronti di residenti nell’area dell’euro

Queste due poste sono rappresentate da saldi presso banche e prestiti denominati in valuta estera, nonché da investimenti in titoli denominati in dollari statunitensi, renminbi cinesi e yen giapponesi.

Le componenti di questa voce sono:

(milioni di euro)

2025

2024

Variazione

Crediti nei confronti di non residenti nell’area dell’euro

Conti correnti1

4.685

3.809

876

Depositi del mercato monetario

1.384

737

647

Operazioni di acquisto a pronti con patto di rivendita a termine

1.777

3.209

(1.432)

Investimenti in titoli

45.146

48.135

(2.989)

Totale dei crediti nei confronti di non residenti nell’area dell’euro

52.992

55.890

(2.899)

Crediti nei confronti di residenti nell’area dell’euro

Conti correnti

25

17

8

Depositi del mercato monetario

670

1.464

(794)

Operazioni di acquisto a pronti con patto di rivendita a termine

1.541

2.613

(1.072)

Totale dei crediti nei confronti di residenti nell’area dell’euro

2.236

4.094

(1.858)

Totale

55.228

59.985

(4.757)

1) Dal 2025 la BCE espone gli investimenti overnight di contante nella voce “Operazioni di acquisto a pronti con patto di rivendita a termine” se questi fondi fanno parte di un pool costituito a tal fine. I relativi saldi pari a 2.968 milioni di euro a fine 2024 sono stati di conseguenza riclassificati dalla voce “Conti correnti” alla voce “Operazioni di acquisto a pronti con patto di rivendita a termine”.

Nel 2025 il valore totale di queste voci ha registrato una diminuzione, principalmente riconducibile al deprezzamento del dollaro statunitense e dello yen giapponese nei confronti dell’euro. Tale diminuzione è stata in parte compensata, soprattutto dai proventi percepiti nel corso dell’esercizio sul portafoglio in dollari statunitensi.

Attività nette in valuta estera[46]:

(valuta estera, milioni)

2025

2024

Dollari statunitensi

53.316

55.047

Yen giapponesi

1.715.294

1.087.826

Renminbi cinesi

4.802

4.694

Nel primo trimestre del 2025 la BCE ha venduto una piccola parte delle proprie consistenze in dollari statunitensi e ha reinvestito interamente i proventi in yen giapponesi. Si tratta del regolare ribilanciamento della composizione delle riserve valutarie in linea con l’allocazione perseguita.

Nel 2025 non sono stati effettuati interventi sul mercato valutario.

Nota 3 - Altri crediti denominati in euro verso enti creditizi dell’area dell’euro

Al 31 dicembre 2025 questa voce comprende i saldi dei conti correnti di residenti nell’area dell’euro per 1 milione di euro (2 milioni nel 2024).

Nota 4 - Titoli denominati in euro emessi da residenti nell’area dell’euro

Nota 4.1- Titoli detenuti per finalità di politica monetaria

Al 31 dicembre 2025 questa voce comprende i titoli acquistati dalla BCE nell’ambito del Programma per il mercato dei titoli finanziari (SMP), del terzo Programma per l’acquisto di obbligazioni garantite (CBPP3), del Programma di acquisto di titoli garantiti da attività (ABSPP), del Programma di acquisto per il settore pubblico (PSPP) e del Programma di acquisto per l’emergenza pandemica (PEPP).

Inizio

Cessazione1

Decisione

Gamma dei titoli ammissibili2

Programma per il mercato dei titoli finanziari (SMP)

SMP

maggio 2010

settembre 2012

BCE/2010/5

Titoli di debito dei settori pubblico e privato emessi nell’area dell’euro3

Programma di acquisto di attività (PAA)

CBPP3

ottobre 2014

giugno 2023

BCE/2020/8,
e successive modifiche

Obbligazioni garantite emesse da residenti nell’area dell’euro

ABSPP

novembre 2014

giugno 2023

BCE/2014/45,
e successive modifiche

Tranche mezzanine garantite e senior di titoli garantiti da attività emessi da residenti nell’area dell’euro

PSPP

marzo 2015

giugno 2023

BCE/2020/9

Obbligazioni emesse da amministrazioni centrali, regionali o locali di paesi dell’area dell’euro, nonché da agenzie riconosciute, organizzazioni internazionali e banche multilaterali di sviluppo situate nell’area dell’euro

CSPP4

giugno 2016

giugno 2023

BCE/2016/16,
e successive modifiche

Obbligazioni e carta commerciale emesse da società non bancarie situate nell’area dell’euro

Programma di acquisto per l’emergenza pandemica (PEPP)

PEPP

marzo 2020

dicembre 2024

BCE/2020/17,
e successive modifiche

Tutte le categorie di attività idonee nell’ambito del PAA

1) Per l’SMP la “cessazione” indica la data di conclusione del programma; per il PAA e il PEPP si intende invece la data finale degli acquisti.
2) Ulteriori criteri di idoneità per i singoli programmi sono consultabili nelle rispettive decisioni del Consiglio direttivo.
3) Nell’ambito dell’SMP sono stati acquistati soltanto titoli del debito pubblico emessi dal Tesoro di cinque paesi dell’area dell’euro.
4) La BCE non ha acquistato titoli nell’ambito del CSPP.

Nel 2025 il portafoglio del PAA[47] e quello del PEPP[48] hanno continuato a ridursi a un ritmo graduale e prevedibile, poiché l’Eurosistema non ha più reinvestito il capitale rimborsato sui titoli in scadenza.

I titoli di debito acquistati dalla BCE nell’ambito dei programmi menzionati sono contabilizzati al costo ammortizzato tenendo conto di eventuali riduzioni durevoli di valore (cfr. “Titoli” nella sezione 2.3 “Criteri di rilevazione contabile e di redazione del bilancio”).

Il costo ammortizzato dei titoli di debito detenuti dalla BCE e il loro valore di mercato[49] (che non è rilevato nello stato patrimoniale, né nel conto economico ed è riportato solo a fini comparativi) sono indicati nella tavola seguente.

(milioni di euro)

2025

2024

Variazione

Costo
ammortizzato

Valore
di mercato

Costo
ammortizzato

Valore
di mercato

Costo
ammortizzato

Valore
di mercato

SMP

185

190

286

298

(101)

(108)

PAA

CBPP3

17.326

15.953

20.437

18.844

(3.111)

(2.891)

ABSPP

3.038

3.006

7.047

6.979

(4.010)

(3.973)

PSPP – titoli di Stato/agenzie

166.126

149.387

192.664

175.885

(26.539)

(26.498)

Totale PAA

186.490

168.345

220.149

201.708

(33.659)

(33.362)

PEPP

PEPP – obbligazioni garantite

786

710

867

781

(80)

(71)

PEPP – titoli di Stato/agenzie

137.804

121.407

155.480

138.927

(17.676)

(17.520)

Totale PEPP

138.590

122.118

156.347

139.709

(17.756)

(17.591)

Totale

325.265

290.653

376.781

341.714

(51.516)

(51.061)

Il costo ammortizzato dei titoli di debito detenuti dalla BCE ha registrato le seguenti variazioni nel corso dell’esercizio:

(milioni di euro)

2024

Acquisti1

Rimborsi

Sconto/
(premio)
netto2

2025

SMP

286

-

(105)

4

185

PAA

CBPP3

20.437

-

(3.102)

(9)

17.326

ABSPP

7.047

-

(3.978)

(32)

3.038

PSPP – titoli di Stato/agenzie

192.664

(102)

(25.328)

(1.108)

166.126

Totale PAA

220.149

(102)

(32.408)

(1.149)

186.490

PEPP

PEPP – obbligazioni garantite

867

-

(81)

1

786

PEPP – titoli di Stato/agenzie

155.480

-

(16.545)

(1.131)

137.804

Totale PEPP

156.347

-

(16.626)

(1.131)

138.590

Totale

376.781

(102)

(49.139)

(2.275)

325.265

1) Per quanto riguarda il PAA, in seguito alla cessazione dei reinvestimenti, in questa colonna possono figurare importi negativi, derivanti dalle vendite di titoli effettuate principalmente per assicurare la conformità al quadro di riferimento per il controllo dei rischi.
2) La voce “Sconto/(premio) netto” include gli eventuali utili/(perdite) netti realizzati.

Il Consiglio direttivo valuta periodicamente i rischi finanziari connessi ai portafogli detenuti nell’ambito dei programmi suddetti.

In tale contesto, sulla base dei dati disponibili a fine esercizio, vengono condotte annualmente verifiche sulle eventuali riduzioni durevoli di valore, sottoposte poi ad approvazione del Consiglio direttivo. Gli indicatori delle riduzioni durevoli di valore sono valutati separatamente per ciascun programma. Nei casi in cui si osservano tali indicatori, vengono effettuate ulteriori analisi per confermare che i flussi finanziari dei relativi titoli non ne abbiano risentito. Alla luce dei risultati delle verifiche effettuate nel 2025, la BCE non ha registrato perdite sui titoli di debito detenuti per finalità di politica monetaria.

Il costo ammortizzato[50] dei titoli detenuti dall’Eurosistema è esposto di seguito:

(milioni di euro)

2025

2024

BCE

BCN dell’area dell’euro

Totale Eurosistema

BCE

BCN dell’area dell’euro

Totale Eurosistema

SMP

185

521

706

286

1.050

1.336

PAA

CBPP3

17.326

193.147

210.473

20.437

232.571

253.009

ABSPP

3.038

-

3.038

7.047

-

7.047

PSPP – titoli di Stato/agenzie

166.126

1.495.709

1.661.835

192.664

1.704.258

1.896.922

PSPP – titoli di istituzioni sovranazionali

-

197.845

197.845

-

227.808

227.808

CSPP

-

248.543

248.543

-

288.377

288.377

Totale PAA

186.490

2.135.245

2.321.734

220.149

2.453.015

2.673.164

PEPP

PEPP – obbligazioni garantite

786

4.339

5.125

867

5.097

5.964

PEPP – titoli di Stato/agenzie

137.804

1.090.166

1.227.970

155.480

1.243.391

1.398.871

PEPP – titoli di istituzioni sovranazionali

-

148.959

148.959

-

158.931

158.931

PEPP – titoli del settore societario

-

40.965

40.965

-

45.105

45.105

Totale PEPP

138.590

1.284.429

1.423.019

156.347

1.452.524

1.608.871

Totale

325.265

3.420.194

3.745.459

376.781

3.906.590

4.283.371

Nota: i dati per le “BCN dell’area dell’euro” sono preliminari e suscettibili di revisione, nel cui caso si determinerebbe anche una corrispondente variazione dei dati per il “Totale Eurosistema”.

Nota 5 - Crediti interni all’Eurosistema

Nota 5.1 - Crediti derivanti dall’allocazione delle banconote in euro all’interno dell’Eurosistema

In questa voce di bilancio confluiscono i crediti della BCE nei confronti delle BCN dei paesi dell’area dell’euro relativi all’allocazione delle banconote in euro all’interno dell’Eurosistema (cfr. “Banconote in circolazione” nella sezione 2.3 “Criteri di rilevazione contabile e di redazione del bilancio”). Al 31 dicembre 2025 questa voce ammonta in totale a 129.563 milioni di euro (127.067 milioni nel 2024). Dal 1° gennaio 2025 la remunerazione di tali crediti è calcolata su base giornaliera all’ultimo tasso di interesse disponibile applicato ai depositi presso la banca centrale. Fino a quella data la remunerazione era calcolata all’ultimo tasso di interesse disponibile applicato dall’Eurosistema nelle aste delle operazioni di rifinanziamento principali (cfr. “Altre informazioni” nella sezione 2.3 “Criteri di rilevazione contabile e di redazione del bilancio” e la nota 22.2 “Interessi attivi sui crediti derivanti dall’allocazione delle banconote in euro all’interno dell’Eurosistema”).

Nota 6 - Altre attività

Nota 6.1 - Immobilizzazioni materiali e immateriali

Immobilizzazioni materiali e immateriali:

(milioni di euro)

2025

2024

Variazione

Costo

Terreni e fabbricati

1.004

1.015

(11)

Attività per il diritto d’uso di immobili

332

352

(20)

Attrezzature all’interno degli edifici

222

222

(0)

Hardware e software IT

141

142

(1)

Impianti tecnici, mobili e automezzi

117

114

3

Attività per il diritto d’uso di impianti

0

1

(1)

Immobilizzazioni in corso

0

10

(9)

Altre immobilizzazioni

11

11

(0)

Costo totale

1.827

1.866

(39)

Fondo di ammortamento

Terreni e fabbricati

(256)

(251)

(5)

Attività per il diritto d’uso di immobili

(102)

(243)

141

Attrezzature all’interno degli edifici

(172)

(160)

(12)

Hardware e software IT

(137)

(135)

(2)

Impianti tecnici, mobili e automezzi

(102)

(102)

0

Attività per il diritto d’uso di impianti

(0)

(1)

1

Altre immobilizzazioni

(4)

(4)

(0)

Fondo di ammortamento totale

(772)

(895)

123

Valore netto contabile totale

1.055

971

84

Nel 2025 la BCE ha rilevato nella voce “Attività per il diritto d’uso di immobili” un nuovo edificio adibito a uffici preso con un contratto di leasing. Il relativo incremento del costo di questa classe di attività è stato più che compensato dalla cancellazione dal bilancio di un altro edificio il cui leasing è giunto al termine, con una corrispondente diminuzione del relativo fondo di ammortamento.

A fine esercizio è stata condotta una verifica sulla sede principale della BCE e sugli immobili adibiti a uffici iscritti come attività per il diritto d’uso, dalla quale non è emersa alcuna perdita durevole di valore.

Nota 6.2 - Altre attività finanziarie

Questa voce comprende principalmente il portafoglio a fronte dei fondi propri della BCE, rappresentato in prevalenza dagli investimenti in contropartita del capitale versato della BCE, nonché i trasferimenti al fondo di riserva generale e al fondo rischi finanziari. Include altresì 3.211 azioni della Banca dei regolamenti internazionali (BRI) rilevate a un costo di acquisto di 42 milioni di euro e altri conti correnti denominati in euro.

Le componenti di questa voce sono:

(milioni di euro)

2025

2024

Variazione

Conti correnti in euro

41

45

(4)

Titoli denominati in euro

21.612

21.269

343

Operazioni di acquisto a pronti con patto
di rivendita a termine in euro

1.516

1.425

91

Altre attività finanziarie

42

42

(0)

Totale

23.211

22.781

430

L’aumento netto di questa voce nel 2025 è ascrivibile in prevalenza al reinvestimento degli interessi attivi maturati sul portafoglio della BCE detenuto a fronte dei fondi propri.

Nota 6.3 - Differenze da valutazione su operazioni “fuori bilancio”

Questa voce è composta principalmente dalle variazioni da valutazione relative alle operazioni di swap e a termine in valuta in essere al 31 dicembre 2025 (cfr. la nota 20 “Operazioni di swap e a termine in valuta”). Tali variazioni, pari a 273 milioni di euro (681 milioni nel 2024), risultano dal valore delle operazioni espresso in euro ai tassi di cambio vigenti nel giorno di riferimento per la redazione del bilancio, a fronte del controvalore in euro ottenuto rilevando le operazioni al costo medio della rispettiva divisa in tale data (cfr. “Operazioni fuori bilancio” e “Oro e attività e passività in valuta estera” nella sezione 2.3 “Criteri di rilevazione contabile e di redazione del bilancio”).

Nota 6.4 - Ratei e risconti attivi

Ratei e risconti attivi:

(milioni di euro)

2025

2024

Variazione

Interessi maturati sui saldi Target dovuti dalle BCN

2.207

3.656

(1.449)

Interessi maturati sui crediti relativi all’allocazione delle
banconote in euro nell’ambito dell’Eurosistema

651

1.093

(442)

Interessi maturati su titoli

3.386

3.519

(133)

Redditi maturati in relazione alle funzioni di vigilanza

690

681

9

Altri ratei e risconti attivi

175

210

(35)

Totale

7.108

9.158

(2.050)

Al 31 dicembre 2025 questa voce include gli interessi cedolari maturati sui titoli, inclusi i dietimi di interesse versati al momento dell’acquisto (cfr. la nota 2.2 “Saldi presso banche e investimenti in titoli, prestiti esteri e altre attività sull’estero e crediti denominati in valuta estera nei confronti di residenti nell’area dell’euro”, la nota 4.1 “Titoli detenuti per finalità di politica monetaria” e la nota 6.2 “Altre attività finanziarie”).

Inoltre la voce comprende gli interessi attivi maturati sui saldi Target dovuti dalle BCN dei paesi dell’area dell’euro per il mese di dicembre 2025 (cfr. la nota 11.2 “Passività relative a Target (nette)”) e gli interessi attivi maturati nei confronti delle BCN dei paesi dell’area dell’euro per l’ultimo trimestre del 2025 sui crediti della BCE relativi all’allocazione delle banconote in euro all’interno dell’Eurosistema (cfr. la nota 5.1 “Crediti derivanti dall’allocazione delle banconote in euro all’interno dell’Eurosistema”). I relativi importi sono stati regolati nel gennaio 2026.

I redditi maturati in relazione alle funzioni di vigilanza corrispondono ai contributi per le attività di vigilanza per il periodo 2025, esigibili nel 2026 (cfr. la nota 25 “Proventi/(spese netti) per provvigioni e commissioni”)[51].

La parte rimanente di questa voce è rappresentata principalmente (1) dai redditi maturati in relazione a progetti e servizi del SEBC (cfr. la nota 27 “Altri proventi”), (2) da risconti vari e (3) dagli interessi attivi generati da altri strumenti finanziari.

Nota 6.5 - Varie

Al 31 dicembre 2025 questa voce, pari a 110 milioni di euro (53 milioni nel 2024), comprende soprattutto i saldi, per un valore di 78 milioni di euro (24 milioni nel 2024), connessi alle operazioni di swap e a termine in valuta in essere al 31 dicembre 2025 (cfr. la nota 20 “Operazioni di swap e a termine in valuta”). Tali saldi risultano dal valore espresso in euro delle operazioni al costo medio della rispettiva valuta nel giorno di riferimento per la redazione del bilancio, a fronte dei controvalori in euro per i quali sono state inizialmente registrate le operazioni (cfr. “Operazioni fuori bilancio” nella sezione 2.3 “Criteri di rilevazione contabile e di redazione del bilancio”).

La voce include anche crediti generati in relazione a progetti e servizi del SEBC (cfr. la nota 27 “Altri proventi”) e saldi connessi al recupero dell’IVA.

Nota 7 - Banconote in circolazione

Questa voce, che indica la quota spettante alla BCE (8%) sul totale delle banconote in euro in circolazione (cfr. “Banconote in circolazione” nella sezione 2.3 “Criteri di rilevazione contabile e di redazione del bilancio”), ammonta a 129.563 milioni di euro al 31 dicembre 2025 (127.067 milioni nel 2024).

Nota 8 - Altre passività denominate in euro verso enti creditizi dell’area dell’euro

Per il prestito di titoli del settore pubblico acquistati nell’ambito del PSPP e del PEPP, le banche centrali dell’Eurosistema possono accettare in garanzia contante, senza doverlo reinvestire. Per quanto riguarda la BCE, queste operazioni sono condotte tramite istituzioni specializzate.

Questa voce comprende il saldo delle operazioni di prestito in essere condotte con enti creditizi dell’area dell’euro. Poiché il contante ricevuto in garanzia sui conti Target non risulta investito a fine esercizio, tali operazioni sono rilevate nello stato patrimoniale (cfr. “Operazioni temporanee” nella sezione 2.3 “Criteri di rilevazione contabile e di redazione del bilancio” e la nota 17 “Programmi di prestito titoli”)[52].

Nota 9 - Passività denominate in euro nei confronti di altri residenti nell’area dell’euro

Nota 9.1 - Amministrazioni pubbliche

Al 31 dicembre 2025 questa voce, pari a 74 milioni di euro (73 milioni nel 2024), è costituita da depositi della European Financial Stability Facility (EFSF). In conformità dell’articolo 21 dello Statuto del SEBC, la BCE può operare come agente finanziario per istituzioni, organi o organismi dell’UE, amministrazioni statali, enti regionali, locali o altri enti pubblici, altri organismi del settore pubblico o imprese pubbliche degli Stati membri.

Nota 9.2 - Altre passività

Al 31 dicembre 2025 questa voce ammonta a 25.947 milioni di euro (24.482 milioni nel 2024) e comprende i saldi dei sistemi ancillari dell’area dell’euro[53] collegati a Target tramite la componente Target-ECB.

Nota 10 - Passività denominate in euro nei confronti di non residenti nell’area dell’euro

Passività denominate in euro nei confronti di non residenti nell’area dell’euro:

(milioni di euro)

2025

2024

Variazione

Saldi Target delle BCN e dei sistemi ancillari di paesi
non appartenenti all’area dell’euro

2.671

2.908

(236)

Contante ricevuto in garanzia nelle operazioni di prestito titoli

188

2.062

(1.874)

Depositi accettati dalla BCE nel ruolo di agente finanziario

23.576

33.823

(10.246)

Linee di swap per l’erogazione di liquidità

410

1.067

(656)

Totale

26.846

39.859

(13.013)

Al 31 dicembre 2025 la componente più ampia di questa voce è rappresentata dai depositi accettati dalla BCE nel ruolo di agente finanziario per la Commissione europea, in relazione alla gestione delle operazioni di assunzione e concessione di prestiti dell’UE (cfr. la nota 21 “Gestione delle operazioni di assunzione e concessione di prestiti”).

Questa voce comprende anche i saldi Target, costituiti dai saldi delle BCN dei paesi non appartenenti all’area dell’euro nei confronti della BCE (cfr. “Saldi intra-SEBC/interni all’Eurosistema” nella sezione 2.3 “Criteri di rilevazione contabile e di redazione del bilancio”) e dai saldi dei sistemi ancillari esterni all’area dell’euro collegati a Target tramite la componente Target-ECB.

Inoltre, la voce include un saldo derivante dall’accordo permanente per lo scambio di liquidità nelle reciproche valute concluso con il Federal Reserve System. In questo contesto la Federal Reserve Bank of New York fornisce alla BCE dollari statunitensi mediante operazioni di swap, finalizzate all’offerta di finanziamenti a breve termine in dollari alle controparti dell’Eurosistema. La BCE attiva simultaneamente operazioni di back-to-back swap con le BCN dei paesi dell’area dell’euro, le quali utilizzano i fondi così ottenuti per eseguire operazioni temporanee di immissione di liquidità in dollari con le controparti dell’Eurosistema. I back-to-back swap danno luogo a saldi interni all’Eurosistema, ossia fra la BCE e le BCN dei paesi dell’area dell’euro. Le operazioni di swap condotte dalla BCE con la Federal Reserve Bank of New York e le BCN dei paesi dell’area dell’euro generano inoltre attività e passività per operazioni a termine che vengono esposte nei conti “fuori bilancio” (cfr. la nota 20 “Operazioni di swap e a termine in valuta”).

La parte rimanente di questa voce è rappresentata dai saldi derivanti dalle operazioni di prestito di titoli del settore pubblico detenuti nell’ambito del PSPP e del PEPP condotte con enti creditizi esterni all’area dell’euro. Poiché il contante ricevuto in garanzia sui conti Target non risulta investito a fine esercizio, tali operazioni sono rilevate nello stato patrimoniale (cfr. “Operazioni temporanee” nella sezione 2.3 “Criteri di rilevazione contabile e di redazione del bilancio” e la nota 17 “Programmi di prestito titoli”).

Nota 11 - Passività interne all’Eurosistema

Nota 11.1 - Passività equivalenti al trasferimento di riserve ufficiali

Si tratta delle passività verso le BCN dei paesi dell’area dell’euro derivanti dal trasferimento di riserve ufficiali alla BCE al momento dell’adesione all’Eurosistema. In conformità all’articolo 30.2 dello Statuto del SEBC, questi contributi sono stabiliti in proporzione alle quote di partecipazione delle BCN al capitale sottoscritto della BCE. Nel 2025 non si sono verificate variazioni.

Passività verso le BCN dei paesi dell’area dell’euro derivanti dal trasferimento di riserve ufficiali alla BCE:

(milioni di euro)

Dal 1° gennaio 2024

Nationale Bank van België/Banque Nationale de Belgique (Belgio)

1.488

Deutsche Bundesbank (Germania)

10.802

Eesti Pank (Estonia)

121

Banc Ceannais na hÉireann/Central Bank of Ireland (Irlanda)

884

Bank of Greece (Grecia)

916

Banco de España (Spagna)

4.796

Banque de France (Francia)

8.114

Hrvatska narodna banka (Croazia)

314

Banca d’Italia (Italia)

6.498

Central Bank of Cyprus (Cipro)

89

Latvijas Banka (Lettonia)

157

Lietuvos bankas (Lituania)

239

Banque centrale du Luxembourg (Lussemburgo)

148

Bank Ċentrali ta’ Malta/Central Bank of Malta (Malta)

52

De Nederlandsche Bank (Paesi Bassi)

2.396

Oesterreichische Nationalbank (Austria)

1.199

Banco de Portugal (Portogallo)

943

Banka Slovenije (Slovenia)

200

Národná banka Slovenska (Slovacchia)

466

Suomen Pankki - Finlands Bank (Finlandia)

737

Totale

40.562

Dal 1° gennaio 2025 la remunerazione di tali passività è calcolata su base giornaliera all’ultimo tasso di interesse disponibile applicato ai depositi presso la banca centrale, modificato per tenere conto della componente infruttifera rappresentata dall’oro. Fino a quella data la remunerazione era calcolata all’ultimo tasso di interesse disponibile applicato dall’Eurosistema nelle aste delle operazioni di rifinanziamento principali, anch’esso modificato per tenere conto della componente infruttifera rappresentata dall’oro (cfr. “Altre informazioni” nella sezione 2.3 “Criteri di rilevazione contabile e di redazione del bilancio” e la nota 22.3 “Remunerazione dei crediti delle BCN relativamente alle riserve ufficiali trasferite”).

Nota 11.2 - Passività relative a Target (nette)

Questa voce include i saldi Target delle BCN dei paesi dell’area dell’euro nei confronti della BCE (cfr. “Saldi intra-SEBC/interni all’Eurosistema” nella sezione 2.3 “Criteri di rilevazione contabile e di redazione del bilancio”), che sono indicati nella tavola seguente.

(milioni di euro)

2025

2024

Saldi Target a credito delle BCN dei paesi dell’area dell’euro

1.545.403

1.593.185

Saldi Target a debito delle BCN dei paesi dell’area dell’euro

(1.231.912)

(1.245.111)

Saldo debitorio netto Target

313.491

348.074

La diminuzione del saldo debitorio netto Target è attribuibile soprattutto ai flussi di liquidità in entrata a seguito della scadenza dei titoli nell’ambito del PAA e del PEPP che sono stati regolati sui conti Target (cfr. la nota 4.1 “Titoli detenuti per finalità di politica monetaria”). L’impatto di questo fattore è stato in parte compensato, principalmente dai flussi di liquidità in uscita risultanti (1) dai minori depositi accettati dalla BCE nel ruolo di agente finanziario per la Commissione europea, in relazione alla gestione delle operazioni di assunzione e concessione di prestiti dell’UE (cfr. la nota 10 “Passività denominate in euro nei confronti di non residenti nell’area dell’euro”), e (2) dagli interessi passivi sul saldo debitorio netto Target della BCE (cfr. la nota 22.5 “Interessi passivi netti sui saldi Target dovuti dalle/alle BCN”).

Fatta eccezione per i saldi rivenienti dalle operazioni di back-to-back swap finalizzate all’erogazione di liquidità in dollari statunitensi, dal 1° gennaio 2025 la remunerazione delle posizioni in Target detenute dalle BCN dei paesi dell’area dell’euro nei confronti della BCE è calcolata su base giornaliera all’ultimo tasso di interesse disponibile applicato ai depositi presso la banca centrale. Fino a quella data la remunerazione era calcolata all’ultimo tasso di interesse disponibile applicato dall’Eurosistema nelle aste delle operazioni di rifinanziamento principali (cfr. “Altre informazioni” nella sezione 2.3 “Criteri di rilevazione contabile e di redazione del bilancio” e la nota 22.5 “Interessi passivi netti sui saldi Target dovuti dalle/alle BCN”).

Nota 11.3 - Altre passività nell’ambito dell’Eurosistema (nette)

Al 31 dicembre 2025 questa voce, pari a 8 milioni di euro (40 milioni nel 2024), è rappresentata dai depositi accettati dalla BCE nel ruolo di agente finanziario per la Commissione europea, in relazione alla gestione delle operazioni di assunzione e concessione di prestiti dell’UE (cfr. la nota 21 “Gestione delle operazioni di assunzione e concessione di prestiti”).

La voce include anche un conto di corrispondenza utilizzato per il trattamento dei pagamenti a fini amministrativi della BCE.

Nota 12 - Altre passività

Nota 12.1 - Differenze da valutazione su operazioni “fuori bilancio”

Questa voce include le variazioni da valutazione relative alle operazioni a termine in titoli denominati in valuta estera in essere al 31 dicembre 2025 (cfr. la nota 19 “Operazioni a termine in titoli”). Tali variazioni, che ammontano a 0,2 milioni di euro, sono attribuibili principalmente alla riduzione del prezzo di mercato a termine dei titoli. Le variazioni restanti sono connesse al valore delle operazioni espresso in euro ai tassi di cambio vigenti nel giorno di riferimento per la redazione del bilancio, a fronte del controvalore in euro ottenuto esprimendo le operazioni al costo medio della rispettiva divisa in tale data (cfr. “Operazioni fuori bilancio” e “Oro e attività e passività in valuta estera” nella sezione 2.3 “Criteri di rilevazione contabile e di redazione del bilancio”). Al 31 dicembre 2024 non risultavano saldi iscritti a questa voce.

Nota 12.2 - Ratei e risconti passivi

Ratei e risconti passivi:

(milioni di euro)

2025

2024

Variazione

Interessi maturati sui saldi Target dovuti alle BCN

2.743

4.636

(1.892)

Interessi maturati sui crediti delle BCN relativamente
alle riserve ufficiali trasferite alla BCE

790

1.448

(659)

Interessi maturati sui depositi accettati dalla BCE
nel ruolo di agente finanziario

45

103

(58)

Altri ratei e risconti passivi

83

101

(18)

Totale

3.661

6.288

(2.627)

Al 31 dicembre 2025 la voce è rappresentata essenzialmente da due componenti: (1) gli interessi sui saldi Target dovuti alle BCN per dicembre 2025 (cfr. la nota 10 “Passività denominate in euro nei confronti di non residenti nell’area dell’euro” e la nota 11.2 “Passività relative a Target (nette)”) e (2) gli interessi sui crediti relativi alle riserve ufficiali trasferite alla BCE dovuti alle BCN dei paesi dell’area dell’euro per il 2025 (cfr. la nota 11.1 “Passività equivalenti al trasferimento di riserve ufficiali”). I relativi importi sono stati regolati nel gennaio 2026.

Sono inoltre ricompresi in questa voce i ratei di interessi passivi sui depositi accettati dalla BCE nel ruolo di agente finanziario (cfr. la nota 9.1 “Amministrazioni pubbliche”, la nota 10 “Passività denominate in euro verso non residenti nell’area dell’euro” e la nota 11.3 “Altre passività nell’ambito dell’Eurosistema (nette)”).

La parte rimanente di questa voce è rappresentata (1) dagli interessi passivi sui saldi dei sistemi ancillari dell’area dell’euro collegati a Target tramite la componente Target-ECB (cfr. la nota 9.2 “Altre passività”) e (2) da ratei e risconti passivi vari.

Nota 12.3 - Varie

Al 31 dicembre 2025 questa voce è pari a 1.084 milioni di euro (1.327 milioni nel 2024). Il totale comprende saldi per un importo di 286 milioni di euro (574 milioni nel 2024) relativi alle operazioni di swap e a termine in valuta in essere al 31 dicembre 2025 (cfr. la nota 20 “Operazioni di swap e a termine in valuta”). Tali saldi risultano dal valore delle operazioni espresso in euro al costo medio della rispettiva valuta nel giorno di riferimento per la redazione del bilancio, a fronte dei controvalori in euro per i quali sono state inizialmente registrate le operazioni (cfr. “Operazioni fuori bilancio” nella sezione 2.3 “Criteri di rilevazione contabile e di redazione del bilancio”).

In questa voce confluisce anche una passività per leasing di 227 milioni di euro (110 milioni nel 2024) (cfr. “Leasing” nella sezione 2.3 “Criteri di rilevazione contabile e di redazione del bilancio”).

La parte restante di questa voce è rappresentata principalmente (1) dalle passività relative ai servizi del SEBC e (2) dalle passività connesse all’assicurazione contro le malattie e all’assistenza a lungo termine della BCE a favore del personale, dei membri del Comitato esecutivo e dei membri del Consiglio di vigilanza dipendenti della BCE.

Tale voce include inoltre la passività netta per benefici definiti della BCE relativa ai benefici successivi al rapporto di lavoro e agli altri benefici a lungo termine a favore del personale[54], dei membri del Comitato esecutivo e dei membri del Consiglio di vigilanza dipendenti della BCE.

Benefici successivi al rapporto di lavoro e altri benefici a lungo termine

Stato patrimoniale
Importi iscritti nello stato patrimoniale alla voce “Varie” (passivo) in relazione ai benefici successivi al rapporto di lavoro e altri benefici a lungo termine:

(milioni di euro)

2025

2024

Personale

CE/CV

Totale

Personale

CE/CV

Totale

Obbligazione a benefici definiti

2.948

42

2.990

2.712

37

2.749

Fair value delle attività a servizio del piano

(2.604)

-

(2.604)

(2.253)

-

(2.253)

Passività netta per benefici definiti
iscritta alla voce “Varie” (passivo)

344

42

386

459

37

496

Nota: le colonne “CE/CV” includono gli importi relativi sia al Comitato esecutivo (CE) sia al Consiglio di vigilanza (CV).

Al 31 dicembre 2025 il valore attuale dell’obbligazione a benefici definiti nei confronti del personale risulta pari a 2.948 milioni di euro (2.712 milioni nel 2024). Tale voce include gli impegni relativi ai benefici successivi al rapporto di lavoro diversi dalle pensioni nonché gli altri benefici a lungo termine non finanziati da specifiche attività, per un importo di 356 milioni di euro (293 milioni nel 2024). Il valore attuale dell’obbligazione a benefici definiti nei confronti dei membri del Comitato esecutivo e del Consiglio di vigilanza, pari a 42 milioni di euro (37 milioni nel 2024), si riferisce esclusivamente ai benefici successivi al rapporto di lavoro e agli altri benefici a lungo termine non finanziati attraverso specifiche attività.

Il ricalcolo della passività netta per benefici definiti relativa ai benefici successivi al rapporto di lavoro è rilevato nello stato patrimoniale alla voce “Conti di rivalutazione”. Al 31 dicembre 2025 gli utili derivanti dal ricalcolo rilevati in questa voce ammontano a 585 milioni di euro (416 milioni nel 2024) (cfr. la nota 14 “Conti di rivalutazione”).

Variazioni dell’obbligazione a benefici definiti, delle attività del piano e dei risultati del ricalcolo
Variazioni del valore attuale dell’obbligazione a benefici definiti:

(milioni di euro)

2025

2024

Personale

CE/CV

Totale

Personale

CE/CV

Totale

Obbligazione a benefici definiti iniziale

2.712

37

2.749

2.458

35

2.493

Costo previdenziale relativo alle prestazioni
di lavoro correnti

128

2

130

121

3

123

Costo previdenziale relativo alle prestazioni
di lavoro passate

0

0

0

119

1

120

Interessi passivi sull’obbligazione

99

1

101

85

1

86

Contributi versati dai partecipanti al piano1

40

0

41

38

0

38

Benefici versati

(39)

(3)

(42)

(31)

(3)

(34)

(Utili)/perdite derivanti dal ricalcolo

7

4

11

(77)

0

(77)

Obbligazione a benefici definiti finale

2.948

42

2.990

2.712

37

2.749

Nota: le colonne “CE/CV” includono gli importi relativi sia al Comitato esecutivo (CE) sia al Consiglio di vigilanza (CV).
1) Saldo complessivo comprendente contributi obbligatori e trasferimenti verso e da tali piani. I contributi obbligatori versati dal personale sono pari al 7,4% dello stipendio base, mentre quelli corrisposti dalla BCE ammontano al 20,7%.

Le perdite derivanti dal ricalcolo sull’obbligazione a benefici definiti insorte nel 2025 sono riconducibili alle rettifiche connesse alla differenza fra le ipotesi attuariali formulate lo scorso anno e il valore effettivo. Le relative perdite sono state in parte compensate dagli utili da ricalcolo, da attribuire principalmente all’aumento del tasso di attualizzazione utilizzato, dal 3,6% al 3,9% fra il 2024 e il 2025.

Il costo previdenziale relativo alle prestazioni di lavoro passate rilevato nel 2024 per quanto riguarda gli attuali contribuenti e i pensionati derivava da una modifica del regolamento sui piani pensionistici della BCE introdotta nel medesimo anno, in base alla quale l’aumento annuale dei trattamenti pensionistici sarebbe stato allineato agli incrementi generali delle retribuzioni dei dipendenti della BCE a partire dal 2025.

Variazioni del fair value delle attività a servizio del piano ricomprese nel fondo a benefici definiti per il personale:

(milioni di euro)

2025

2024

Fair value iniziale delle attività a servizio del piano

2.253

1.983

Interessi percepiti sulle attività del piano

83

69

Utili derivanti dal ricalcolo

166

104

Contributi versati dal datore di lavoro

88

81

Contributi versati dai partecipanti al piano

40

38

Benefici versati

(26)

(21)

Fair value finale delle attività a servizio del piano

2.604

2.253

Nel 2025 gli utili da ricalcolo sulle attività a servizio del piano riflettono il fatto che il rendimento effettivo delle attività dei fondi è stato più elevato degli interessi attivi stimati sulle attività del piano, che si basavano sul tasso di attualizzazione del 3,6% applicato nel 2024.

Variazioni dei risultati del ricalcolo:

(milioni di euro)

2025

2024

Utili iniziali derivanti dal ricalcolo

416

238

Utili sulle attività del piano

166

104

Utili/(perdite) sull’obbligazione

(11)

77

(Utili)/perdite iscritti nel conto economico

14

(2)

Utili finali derivanti dal ricalcolo registrate
nei “Conti di rivalutazione”

585

416

Conto economico
Importi iscritti nel conto economico:

(milioni di euro)

2025

2024

Personale

CE/CV

Totale

Personale

CE/CV

Totale

Costo previdenziale relativo alle prestazioni
di lavoro correnti

128

2

130

121

3

123

Costo previdenziale relativo alle prestazioni
di lavoro passate

0

0

0

119

1

120

Interessi netti sulla passività netta per benefici definiti

16

1

18

16

1

17

- Interessi passivi sull’obbligazione

99

1

101

85

1

86

- Interessi percepiti sulle attività del piano

(83)

-

(83)

(69)

-

(69)

(Utili)/perdite derivanti dal ricalcolo degli altri benefici a lungo termine

14

0

14

(2)

0

(2)

Totale incluso in “Spese per il personale”

159

3

162

253

5

258

Nota: le colonne “CE/CV” includono gli importi relativi sia al Comitato esecutivo (CE) sia al Consiglio di vigilanza (CV).

Gli importi iscritti nel conto economico in relazione al costo previdenziale per le prestazioni di lavoro correnti, agli interessi passivi sull’obbligazione e agli interessi percepiti sulle attività del piano sono stimati utilizzando le ipotesi relative all’esercizio precedente. Il tasso di attualizzazione applicabile è aumentato dal 3,4% al 3,6%, fra il 2023 e il 2024 rispettivamente. I maggiori saldi e il più elevato tasso di attualizzazione hanno determinato un incremento degli interessi passivi sull’obbligazione e degli interessi attivi sulle attività del piano. Il costo previdenziale per le prestazioni di lavoro correnti è aumentato lievemente nel 2025, soprattutto a seguito della modifica apportata nel 2024 al regolamento sui piani pensionistici della BCE.

Il costo previdenziale per le prestazioni di lavoro passate risultante da tale modifica è stato interamente rilevato nel conto economico del 2024, ossia l’esercizio nel quale la modifica è stata decisa.

Ipotesi principali
Le valutazioni degli attuari indipendenti citate nella presente nota si basano su ipotesi che sono state accettate dal Comitato esecutivo ai fini del trattamento contabile e dell’esposizione in bilancio. Le principali ipotesi adottate per il calcolo della passività relativa ai benefici successivi al rapporto di lavoro e agli altri benefici a lungo termine sono le seguenti:

(%)

2025

2024

Tasso di attualizzazione

3,90

3,60

Rendimento atteso sulle quote dei fondi dei membri1

4,90

4,60

Incrementi generali futuri delle retribuzioni2

2,00

2,00

Incrementi dei trattamenti pensionistici futuri3

2,00

2,00

1) Queste ipotesi sono state impiegate per calcolare la parte dell’obbligazione a benefici definiti della BCE finanziata da attività con garanzia sul capitale.
2) Sono inoltre considerati gli aumenti futuri delle retribuzioni individuali fino all’1,8% l’anno, a seconda dell’età degli iscritti al piano.
3) Conformemente al regolamento sul piano pensionistico della BCE, i trattamenti pensionistici sono soggetti a un incremento annuale. Nel 2024 tale regolamento è stato modificato in modo da allineare l’aumento annuale dei trattamenti pensionistici agli incrementi generali delle retribuzioni dei dipendenti della BCE a partire dal 2025. Anche prima di tale modifica l’aumento annuale delle pensioni era legato agli incrementi generali delle retribuzioni, ma era soggetto a ulteriori condizioni.

Nota 13 - Fondi di accantonamento

Nota 13.1 - Altri fondi

Al 31 dicembre 2025 questa voce include fondi di natura amministrativa per 84 milioni di euro (72 milioni nel 2024).

Nota 14 - Conti di rivalutazione

Questa voce comprende principalmente saldi da rivalutazione originati da plusvalenze non realizzate rilevate su attività, passività e strumenti fuori bilancio (cfr. “Oro e attività e passività in valuta estera”, “Titoli”, “Rilevazione delle rendite e delle spese” e “Operazioni fuori bilancio” nella sezione 2.3 “Criteri di rilevazione contabile e di redazione del bilancio”)[55]. È altresì incluso il ricalcolo della passività netta per benefici definiti relativa ai benefici successivi al rapporto di lavoro (cfr. “Benefici successivi al rapporto di lavoro e altri benefici a lungo termine” nella sezione 2.3 “Criteri di rilevazione contabile e di redazione del bilancio” e la nota 12.3 “Varie”).

Conti di rivalutazione:

(milioni di euro)

2025

2024

Variazione

Oro

55.957

37.097

18.860

Valuta estera

6.042

12.819

(6.777)

- Dollari statunitensi

6.042

12.717

(6.675)

- Renminbi cinesi

-

30

(30)

- DSP

-

72

(72)

- Altro

-

0

(0)

Titoli e altri strumenti

484

320

164

Passività netta per benefici definiti relativa
ai benefici successivi al rapporto di lavoro

585

416

169

Totale

63.068

50.653

12.415

Nel 2025 i conti di rivalutazione sono aumentati soprattutto a causa del rialzo del prezzo di mercato dell’oro espresso in euro. Tale aumento è stato in parte compensato dalla diminuzione dei conti di rivalutazione relativi alla valuta estera, principalmente a seguito del deprezzamento del dollaro statunitense nei confronti dell’euro.

Tassi di cambio utilizzati per la valutazione di fine anno delle principali valute e dell’oro:

Tassi di cambio

2025

2024

Dollari statunitensi per euro

1,1750

1,0389

Yen giapponesi per euro

184,09

163,06

Renminbi cinesi per euro

8,2262

7,5833

Euro per DSP

1,1656

1,2544

Euro per oncia fina di oro

3.669,106

2.511,069

Nota 15 - Capitale e riserve

Nota 15.1 - Capitale

Schema di sottoscrizione del capitale della BCE
L’articolo 29 dello Statuto del SEBC prevede che le ponderazioni assegnate alle BCN degli Stati membri dell’UE nello schema di sottoscrizione del capitale della BCE siano determinate in base al peso percentuale dello Stato membro di appartenenza nella popolazione totale e nel prodotto interno lordo dell’UE, in pari misura. Tali ponderazioni sono modificate con cadenza quinquennale e ogniqualvolta si verifichi un cambiamento del numero di BCN partecipanti al capitale della BCE.

Capitale della BCE
Per determinare la quota di capitale sottoscritto di ciascuna BCN si applica lo schema di sottoscrizione al capitale della BCE, pari a 10.825 milioni di euro.

Le BCN dei paesi appartenenti all’area dell’euro hanno versato integralmente la rispettiva quota del capitale sottoscritto, mentre le BCN dei paesi non appartenenti all’area hanno versato il 3,75% del capitale sottoscritto, quale contributo ai costi operativi della BCE. Queste ultime non hanno titolo a partecipare alla ripartizione degli utili della BCE, né sono tenute a coprirne le eventuali perdite.

Nel 2025 non si sono verificate variazioni. La tavola seguente presenta lo schema di sottoscrizione del capitale, il capitale sottoscritto e il capitale versato.

Dal 1° gennaio 2024

Quote di partecipazione al capitale
(in %)

Capitale sottoscritto
(milioni di euro)

Capitale versato
(milioni di euro)

Nationale Bank van België/
Banque Nationale de Belgique (Belgio)

3,0005

325

325

Deutsche Bundesbank (Germania)

21,7749

2.357

2.357

Eesti Pank (Estonia)

0,2437

26

26

Banc Ceannais na hÉireann/
Central Bank of Ireland (Irlanda)

1,7811

193

193

Bank of Greece (Grecia)

1,8474

200

200

Banco de España (Spagna)

9,6690

1.047

1.047

Banque de France (Francia)

16,3575

1.771

1.771

Hrvatska narodna banka (Croazia)

0,6329

69

69

Banca d’Italia (Italia)

13,0993

1.418

1.418

Central Bank of Cyprus (Cipro)

0,1802

20

20

Latvijas Banka (Lettonia)

0,3169

34

34

Lietuvos bankas (Lituania)

0,4826

52

52

Banque centrale du Luxembourg (Lussemburgo)

0,2976

32

32

Bank Ċentrali ta’ Malta/
Central Bank of Malta (Malta)

0,1053

11

11

De Nederlandsche Bank (Paesi Bassi)

4,8306

523

523

Oesterreichische Nationalbank (Austria)

2,4175

262

262

Banco de Portugal (Portogallo)

1,9014

206

206

Banka Slovenije (Slovenia)

0,4041

44

44

Národná banka Slovenska (Slovacchia)

0,9403

102

102

Suomen Pankki - Finlands Bank (Finlandia)

1,4853

161

161

Totale parziale per le BCN dei paesi
dell’area dell’euro

81,7681

8.851

8.851

Българска народна банка
(Banca nazionale di Bulgaria) (Bulgaria)

0,9783

106

4

Česká národní banka (Repubblica Ceca)

1,9623

212

8

Danmarks Nationalbank (Danimarca)

1,7797

193

7

Magyar Nemzeti Bank (Ungheria)

1,5819

171

6

Narodowy Bank Polski (Polonia)

6,0968

660

25

Banca Naţională a României (Romania)

2,8888

313

12

Sveriges riksbank (Svezia)

2,9441

319

12

Totale parziale per le BCN dei paesi
non appartenenti all’area dell’euro

18,2319

1.974

74

Totale

100,0000

10.825

8.925

Nota 16 - Perdite portate a nuovo

Al 31 dicembre 2025 questa voce, pari a 9.210 milioni di euro (1.266 milioni nel 2024), include le perdite subite dalla BCE nel 2023 e nel 2024 che, per decisione del Consiglio direttivo, sono state portate a nuovo nel suo stato patrimoniale e saranno coperte con gli utili degli esercizi futuri.

2.5 Operazioni “fuori bilancio”

Nota 17 - Programmi di prestito titoli

Nell’ambito della gestione dei fondi propri, la BCE ha concluso un accordo su un programma di prestito titoli, in base al quale istituzioni specializzate effettuano per conto della BCE tali operazioni. Conformemente alle decisioni del Consiglio direttivo, la BCE ha anche reso disponibili a fini di prestito i titoli detenuti per finalità di politica monetaria[56].

A seconda delle garanzie ricevute, le operazioni di prestito titoli sono rilevate (1) nei conti “fuori bilancio”, se condotte a fronte di garanzie in titoli, o (2) in bilancio, se condotte a fronte di garanzie in contante che risultano non investite a fine esercizio (cfr. la nota 8 “Altre passività denominate in euro verso enti creditizi dell’area dell’euro” e la nota 10 “Passività denominate in euro nei confronti di non residenti nell’area dell’euro”).

La tavola seguente presenta il valore di mercato dei titoli offerti in prestito e le garanzie corrispondenti.

(milioni di euro)

2025

2024

Titoli offerti in prestito a fronte di garanzie in titoli1

(27.727)

(37.393)

di cui in relazione a titoli detenuti per finalità di politica monetaria

(19.387)

(28.585)

Titoli offerti in prestito a fronte di garanzie in contante

(650)

(4.273)

di cui in relazione a titoli detenuti per finalità di politica monetaria

(650)

(4.273)

Valore di mercato dei titoli offerti in prestito

(28.377)

(41.666)

Garanzie in titoli1

28.972

38.970

di cui in relazione a titoli detenuti per finalità di politica monetaria

20.144

29.761

Garanzie in contante2

677

4.450

di cui in relazione a titoli detenuti per finalità di politica monetaria

677

4.450

Valore di mercato delle garanzie

29.649

43.420

1) Tale importo è esposto nei conti “fuori bilancio”.
2) Tale importo è rilevato in bilancio alle voci “Altre passività denominate in euro verso enti creditizi dell’area dell’euro” e “Passività denominate in euro nei confronti di non residenti nell’area dell’euro”.

Nota 18 - Future su tassi di interesse

Sono state eseguite operazioni di future su tassi di interesse in valuta nell’ambito della gestione delle riserve valutarie della BCE. Al termine dell’esercizio sono in essere le seguenti operazioni, rilevate ai tassi di cambio di fine esercizio:

(milioni di euro)

2025
Valore dei contratti

2024
Valore dei contratti

Variazione

Future su tassi di interesse in valuta

Acquisti

880

382

498

Vendite

105

734

(629)

Nota 19 - Operazioni a termine in titoli

Sono state condotte operazioni a termine in titoli nell’ambito della gestione delle riserve valutarie della BCE. Al termine dell’esercizio sono in essere le seguenti operazioni, rilevate ai tassi di cambio di fine esercizio:

(milioni di euro)

2025

2024

Variazione

Operazioni a termine in titoli

Acquisti

1.248

-

1.248

Vendite

51

-

51

Nota 20 - Operazioni di swap e a termine in valuta

Gestione delle riserve in valuta
Nell’ambito della gestione delle riserve valutarie della BCE sono state condotte operazioni di swap e a termine in valuta. A fine esercizio risultano in essere le seguenti attività e passività rivenienti da tali operazioni, rilevate ai tassi di cambio di fine esercizio.

(milioni di euro)

2025

2024

Variazione

Operazioni di swap e a termine in valuta

Attività

2.102

2.873

(771)

Passività

2.038

2.742

(704)

Linee di swap per l’erogazione di liquidità
La BCE aderisce a una rete di swap fra banche centrali e ha quindi stipulato accordi per lo scambio di liquidità nelle reciproche valute (linee di swap) con la Bank of Canada, la Banca del Giappone, la Banca Nazionale Svizzera, la Bank of England e il Federal Reserve System. Inoltre ha sottoscritto un accordo bilaterale di swap con la banca centrale della Repubblica popolare cinese. Queste linee di swap prevedono l’erogazione di (1) liquidità in una qualsiasi delle rispettive valute delle suddette banche centrali alle banche dell’area dell’euro, o (2) liquidità in euro alle istituzioni finanziarie dei paesi delle suddette banche centrali. In aggiunta, sono in essere linee di swap con la Danmarks Nationalbank e la Sveriges riksbank per l’offerta di liquidità in euro alle istituzioni finanziarie dei rispettivi paesi. Tali accordi sono intesi a evitare che le tensioni nei mercati internazionali del finanziamento ostacolino l’efficacia della trasmissione della politica monetaria dell’area dell’euro[57].

L’offerta di liquidità in dollari statunitensi alle controparti dell’Eurosistema (cfr. la nota 10 “Passività denominate in euro nei confronti di non residenti nell’area dell’euro”) ha dato luogo ad attività e passività in dollari con data di scadenza nel 2026.

Nota 21 - Gestione delle operazioni di assunzione e concessione di prestiti

La BCE funge da agente finanziario per la Commissione europea per la gestione delle operazioni di assunzione e concessione di prestiti dell’UE[58]. Nel 2025 la BCE è stata responsabile della gestione dei conti e del trattamento dei pagamenti in relazione ai programmi dell’UE elencati di seguito.

Operazioni di assunzione e concessione di prestiti dell’UE

Meccanismo di sostegno finanziario a medio termine

Meccanismo europeo di stabilizzazione finanziaria

Accordo sul programma di prestiti per la Grecia

Strumento europeo di sostegno temporaneo per attenuare i rischi di disoccupazione nello stato di emergenza

Next Generation EU

Meccanismo di cooperazione per i prestiti all’Ucraina

Strumento per l’Ucraina

Assistenza macrofinanziaria

Strumento per le riforme e la crescita per i Balcani occidentali

La BCE funge inoltre da agente di pagamento per la Commissione europea in relazione al suo servizio di emissione dell’UE.

2.6 Note al conto economico

Nota 22 - Interessi attivi/(passivi) netti

Sono riportati di seguito gli interessi passivi netti.

(milioni di euro)

2025

2024

Variazione

Riserve ufficiali

2.089

2.537

(448)

Titoli detenuti per finalità di politica monetaria

3.814

3.850

(36)

Prestiti di titoli detenuti per finalità di politica monetaria

17

32

(15)

Crediti derivanti dall’allocazione delle banconote in euro
all’interno dell’Eurosistema

2.900

5.232

(2.332)

Saldi Target creditori nei confronti delle BCN

29.896

54.542

(24.645)

Fondi propri

611

703

(92)

Altro

1

3

(2)

Interessi attivi totali

39.328

66.898

(27.569)

Riserve ufficiali

(0)

(0)

(0)

Prestiti di titoli detenuti per finalità di politica monetaria1

(26)

(137)

111

Crediti delle BCN relativamente alle riserve ufficiali trasferite

(790)

(1.448)

659

Saldi Target debitori nei confronti delle BCN

(37.603)

(70.216)

32.613

Depositi accettati dalla BCE nel ruolo di agente finanziario

(601)

(1.219)

618

Altro

(488)

(861)

374

Interessi passivi totali

(39.507)

(73.881)

34.374

Interessi passivi netti

(178)

(6.983)

6.805

1) Questa voce comprende gli interessi passivi sul contante ricevuto in garanzia.

Nota 22.1 - Interessi attivi netti sulle riserve valutarie

Sono di seguito riportati gli interessi attivi netti sulle riserve valutarie della BCE, disaggregati per tipo di strumento.

(milioni di euro)

2025

2024

Variazione

Conti correnti

55

85

(30)

Depositi del mercato monetario

123

149

(26)

Operazioni di vendita a pronti con patto di riacquisto a termine

(0)

(0)

(0)

Operazioni di acquisto a pronti con patto di rivendita a termine

229

225

4

Titoli

1.591

1.936

(345)

Operazioni a termine e di swap in valuta

90

142

(51)

Interessi attivi netti sulle riserve valutarie

2.089

2.537

(449)

Sono di seguito riportati gli interessi attivi netti sulle riserve valutarie della BCE, disaggregati per divisa estera.

(milioni di euro)

2025

2024

Variazione

Dollari statunitensi

1.961

2.434

(472)

Yen giapponesi

64

9

56

Renminbi cinesi

9

12

(3)

DSP

53

83

(29)

Altro

0

0

(0)

Interessi attivi netti sulle riserve valutarie

2.089

2.537

(449)

Nota 22.2 - Interessi attivi sui crediti derivanti dall’allocazione delle banconote in euro all’interno dell’Eurosistema

Nel 2025 gli interessi attivi derivanti dalla quota dell’8% assegnata alla BCE sul valore totale delle banconote in euro in circolazione (cfr. “Banconote in circolazione” nella sezione 2.3 “Criteri di rilevazione contabile e di redazione del bilancio” e la nota 5.1 “Crediti derivanti dall’allocazione delle banconote in euro all’interno dell’Eurosistema”) ammontano a 2.900 milioni di euro (5.232 milioni nel 2024). Questa diminuzione è dovuta al più basso tasso medio di remunerazione (2,3% nel 2025 contro 4,1% nel 2024), risultante soprattutto dalla riduzione dei tassi di interesse di riferimento della BCE nel 2025 e, in misura minore, dall’applicazione del tasso sui depositi presso la banca centrale, invece del tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali, quale tasso di remunerazione (cfr. “Altre informazioni” nella sezione 2.3 “Criteri di rilevazione contabile e di redazione del bilancio”).

Nota 22.3 - Remunerazione dei crediti delle BCN relativamente alle riserve ufficiali trasferite

Nel 2025 gli interessi passivi corrisposti alle BCN dei paesi dell’area dell’euro sui crediti relativi alle riserve ufficiali da queste trasferite alla BCE (cfr. la nota 11.1 “Passività equivalenti al trasferimento di riserve ufficiali”) ammontano a 790 milioni di euro (1.448 milioni nel 2024). Questa diminuzione è dovuta al più basso tasso medio di remunerazione (2,3% nel 2025 contro 4,1% nel 2024), modificato per tenere conto della componente infruttifera rappresentata dall’oro, risultante soprattutto dalla riduzione dei tassi di interesse di riferimento della BCE nel 2025 e, in misura minore, dall’applicazione del tasso sui depositi presso la banca centrale, invece del tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali, quale base per la remunerazione (cfr. “Altre informazioni” nella sezione 2.3 “Criteri di rilevazione contabile e di redazione del bilancio”).

Nota 22.4 - Interessi attivi netti sui titoli detenuti per finalità di politica monetaria

Sono di seguito riportati gli interessi attivi netti sui titoli detenuti per finalità di politica monetaria.

(milioni di euro)

2025

2024

Variazione

SMP1

15

24

(9)

PAA

CBPP3

159

178

(20)

ABSPP

137

419

(281)

PSPP – titoli di Stato/agenzie

2.022

2.022

(0)

Totale PAA

2.318

2.619

(301)

PEPP

PEPP – obbligazioni garantite

6

6

0

PEPP – titoli di Stato/agenzie

1.475

1.201

274

Totale PEPP

1.481

1.206

275

Interessi attivi netti sui titoli detenuti per finalità
di politica monetaria

3.814

3.850

(36)

1) Gli interessi attivi netti della BCE rivenienti dalle consistenze dell’SMP in titoli di Stato greci ammontano a 14 milioni di euro (18 milioni nel 2024).

Nota 22.5 - Interessi passivi netti sui saldi Target dovuti dalle/alle BCN

Sono di seguito riportati gli interessi passivi netti sui saldi Target dovuti dalle/alle BCN.

(milioni di euro)

2025

2024

Variazione

Interessi attivi sui saldi Target dovuti dalle BCN

29.896

54.542

(24.645)

- BCN dell’area dell’euro

29.896

54.542

(24.645)

Interessi passivi sui saldi Target dovuti alle BCN

(37.603)

(70.216)

32.613

- BCN dell’area dell’euro

(37.586)

(70.150)

32.564

- BCN dei paesi non appartenenti all’area dell’euro

(17)

(66)

49

Interessi passivi netti sui saldi Target dovuti dalle/alle BCN

(7.706)

(15.674)

7.968

Questa diminuzione è dovuta principalmente al più basso tasso medio di remunerazione (2,3% nel 2025 contro 4,1% nel 2024), risultante soprattutto dalla riduzione dei tassi di interesse di riferimento della BCE nel 2025 e, in misura minore, dall’applicazione del tasso sui depositi presso la banca centrale, invece del tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali, quale tasso di remunerazione (cfr. “Altre informazioni” nella sezione 2.3 “Criteri di rilevazione contabile e di redazione del bilancio”). Vi hanno contribuito anche i minori saldi Target, dovuti soprattutto alla scadenza di titoli detenuti per finalità di politica monetaria.

Nota 23 - Utili/(perdite) realizzati rivenienti da operazioni finanziarie

La tavola seguente presenta gli utili e le perdite realizzati su operazioni finanziarie.

(milioni di euro)

2025

2024

Variazione

Utili/(perdite) netti da prezzo realizzati

45

(53)

98

Utili netti realizzati da cambio e su oro

905

36

869

Utili/(perdite) netti realizzati rivenienti da operazioni finanziarie

950

(17)

967

Il risultato netto da negoziazione comprende gli utili e le perdite realizzati su titoli e su future su tassi di interesse. Nel 2025 gli utili netti da negoziazione sono riconducibili principalmente agli utili realizzati sulla vendita di titoli denominati in dollari statunitensi il cui prezzo di mercato era aumentato per effetto del calo dei relativi rendimenti.

Nel 2025 gli utili netti realizzati da cambio sono ascrivibili soprattutto al regolare ribilanciamento della composizione delle riserve valutarie della BCE nel terzo trimestre del 2025 in linea con l’allocazione perseguita. La BCE ha venduto una piccola parte delle proprie consistenze in dollari statunitensi e ha reinvestito interamente i proventi in yen giapponesi.

La tavola seguente presenta gli utili e le perdite realizzati su operazioni finanziarie, disaggregati per valuta e trimestre.

(milioni di euro)

2025

2024

1° trim.

2° trim.

3° trim.

4° trim.

Totale

1° trim.

2° trim.

3° trim.

4° trim.

Totale

Utili/(perdite) netti da prezzo realizzati

Dollari statunitensi

11

29

39

17

97

(10)

(23)

38

(13)

(8)

Yen giapponesi

(8)

(4)

(7)

(5)

(23)

(0)

(2)

(0)

(2)

(4)

Renminbi cinesi

1

0

1

1

4

1

1

3

1

7

Euro

(26)

(2)

(2)

(1)

(32)

(27)

(11)

(3)

(6)

(48)

Totale parziale

(22)

23

31

12

45

(36)

(35)

38

(20)

(53)

Utili/(perdite) netti realizzati da cambio e su oro

Dollari statunitensi

909

0

0

0

909

(0)

(0)

0

37

37

Yen giapponesi

0

(0)

(0)

(8)

(8)

(0)

(0)

(0)

(0)

(1)

Renminbi cinesi

0

0

0

(0)

(0)

0

(0)

(0)

(0)

(0)

Altro

5

0

(1)

(0)

4

0

0

0

0

0

Totale parziale

914

(0)

(1)

(8)

905

(0)

(0)

0

36

36

Totale

892

23

30

4

950

(36)

(35)

38

17

(17)

Nota 24 - Svalutazioni di attività e di posizioni finanziarie

La tavola seguente riporta le svalutazioni di attività e di posizioni finanziarie.

(milioni di euro)

2025

2024

Variazione

Perdite da prezzo non realizzate su titoli

(130)

(187)

57

Perdite da cambio non realizzate

(1.316)

(81)

(1.235)

Svalutazioni di attività e di posizioni finanziarie

(1.446)

(269)

(1.178)

Il valore di mercato di alcuni titoli, prevalentemente del portafoglio detenuto a fronte dei fondi propri e del portafoglio in yen giapponesi, ha registrato una riduzione parallelamente all’incremento dei relativi rendimenti nel 2025, dando luogo a perdite da prezzo non realizzate a fine esercizio.

Le perdite non realizzate da cambio sono attribuibili a tutte le attività in valuta estera della BCE, tranne quelle in dollari statunitensi; un importo di 1.229 milioni di euro è riconducibile alle consistenze in yen giapponesi. Il costo medio di acquisizione di tali consistenze è stato svalutato al tasso di cambio di fine 2025 a causa del deprezzamento delle relative valute nei confronti dell’euro a un livello inferiore al rispettivo costo medio.

Nota 25 - Proventi/(spese) netti per provvigioni e commissioni

Proventi netti per provvigioni e commissioni:

(milioni di euro)

2025

2024

Variazione

Provvigioni e commissioni attive

719

697

22

Provvigioni e commissioni passive

(19)

(22)

3

Proventi netti da provvigioni e commissioni

700

674

26

Tali proventi sono rappresentati principalmente dai contributi per le attività di vigilanza. Le spese includono soprattutto le commissioni di custodia.

Proventi e spese derivanti dalle funzioni di vigilanza
I proventi relativi alle funzioni di vigilanza bancaria sono riportati di seguito.

(milioni di euro)

2025

2024

Variazione

Proventi generati dai contributi per le attività di vigilanza

690

681

9

- Proventi generati dai contributi a carico dei soggetti o gruppi significativi

659

651

8

- Proventi generati dai contributi a carico dei soggetti o gruppi meno significativi

31

29

2

Sanzioni amministrative irrogate

29

16

13

Proventi derivanti dalle funzioni di vigilanza bancaria

718

696

22

I proventi relativi alla vigilanza bancaria derivano principalmente dai contributi per le attività di vigilanza richiesti annualmente ai soggetti vigilati per coprire le spese annuali sostenute dalla BCE nello svolgimento delle sue funzioni di vigilanza.

Le spese relative alla vigilanza bancaria derivano dalla vigilanza diretta sulle banche significative, dalla supervisione sulla vigilanza delle banche meno significative, nonché dallo svolgimento di compiti trasversali e servizi specialistici. Vi rientrano le spese dirette sostenute dalla funzione di vigilanza della BCE e i costi connessi alle funzioni di supporto necessarie allo svolgimento dei compiti di vigilanza della BCE in relazione ai servizi afferenti: stabili e impianti; risorse umane; informatica (IT); servizi legali, audit e amministrazione; comunicazione e traduzione; altre attività.

Le spese annuali effettive derivanti dalle funzioni di vigilanza della BCE sono aumentate per effetto dell’esercizio biennale di stress a livello di UE condotto nel 2025[59], del nuovo mandato introdotto dal regolamento sulla resilienza operativa digitale[60], nonché dei continui investimenti nei sistemi informatici dedicati alla vigilanza bancaria.

Per determinare l’importo dei contributi a carico dei soggetti vigilati, la spesa effettiva è corretta in base agli importi rimborsati alle / ricevuti dalle singole banche in relazione ai precedenti periodi di contribuzione e tiene conto di altre rettifiche, inclusi gli interessi di mora percepiti[61]. A seguito di una rettifica per interessi di mora percepiti nonché per rimborsi netti alle singole banche relativi a precedenti periodi di contribuzione, i contributi annuali a carico dei soggetti vigilati per il periodo di contribuzione 2025 ammontano a 690 milioni di euro (cfr. la nota 6.4 “Ratei e risconti attivi”). Tale importo è pressoché equivalente alla spesa annuale effettiva[62]. I contributi dei singoli soggetti vigilati saranno fatturati nel secondo trimestre del 2026[63].

La BCE ha inoltre il potere di comminare sanzioni pecuniarie amministrative ai soggetti vigilati in caso di inosservanza della normativa bancaria dell’UE in materia di requisiti prudenziali (comprese le decisioni di vigilanza della BCE). I relativi proventi non sono considerati ai fini del calcolo dei contributi annuali per le attività di vigilanza, né si tiene conto dei rimborsi di tali sanzioni in caso di modifica o annullamento di precedenti decisioni sanzionatorie. I relativi importi sono invece iscritti nel conto economico della BCE.

Nota 26 - Proventi da strumenti azionari e partecipazioni

I proventi da strumenti azionari e partecipazioni sono pari a 14 milioni di euro nel 2025 (1 milione nel 2024). Questo importo include i dividendi ricevuti sugli ETF del portafoglio detenuto a fronte dei fondi propri della BCE e sulle azioni della BRI detenute dalla BCE (cfr. la nota 6.2 “Altre attività finanziarie”).

Nota 27 - Altri proventi

Questa voce, pari a 135 milioni di euro nel 2025 (119 milioni nel 2024), include prevalentemente gli altri proventi generati dai contributi delle BCN partecipanti ai costi sostenuti dalla BCE in relazione a progetti e servizi del SEBC.

Nota 28 - Spese per il personale

La tavola seguente presenta le spese per il personale.

(milioni di euro)

2025

2024

Variazione

Stipendi e indennità

619

560

59

Costi assicurativi per il personale

29

26

2

Benefici successivi al rapporto di lavoro e altri benefici a lungo termine

162

258

(96)

Spese per il personale

809

844

(34)

Nel 2025 il numero medio dei dipendenti, espresso in unità equivalenti a tempo pieno[64], è pari a 4.388 (4.297 nel 2024), di cui 388 in posizioni dirigenziali (386 nel 2024).

Le spese relative ai benefici successivi al rapporto di lavoro e agli altri benefici a lungo termine risultano inferiori nel 2025, principalmente perché nel 2024 era stato rilevato un costo previdenziale non ricorrente per prestazioni di lavoro passate connesso a una modifica del regolamento sui piani pensionistici della BCE. Conformemente alle norme contabili della BCE in materia di trattamento pensionistico, tale costo è stato interamente rilevato nel conto economico dell’esercizio 2024 nel quale la decisione è stata presa. Gli stipendi e le indennità hanno registrato un incremento nel 2025, in linea con il più elevato numero medio pianificato di dipendenti della BCE e con i regolari aumenti delle retribuzioni.

Retribuzioni corrisposte dalla BCE ai membri del Comitato esecutivo e del Consiglio di vigilanza
I membri del Comitato esecutivo e i membri del Consiglio di vigilanza dipendenti della BCE ricevono uno stipendio base e un’indennità di residenza (15% dello stipendio base). Anziché beneficiare di un’indennità specifica, il Presidente usufruisce di una residenza. I membri del Comitato esecutivo e il Presidente del Consiglio di vigilanza ricevono inoltre un’indennità di rappresentanza[65]. In conformità delle Condizioni di impiego del personale della Banca centrale europea[66], i membri dei due organi possono percepire assegni familiari, assegni per i figli a carico, indennità scolastiche e altre indennità a seconda delle circostanze individuali. Gli stipendi sono soggetti all’imposta su tali emolumenti prevista dall’UE, nonché a deduzioni a titolo di contributi per il piano pensionistico, per l’assicurazione contro malattie e infortuni e per l’assistenza a lungo termine. Le indennità non sono imponibili né pensionabili.

Nel 2025 gli stipendi base dei membri del Comitato esecutivo e dei membri del Consiglio di vigilanza dipendenti della BCE (ossia esclusi i rappresentanti delle autorità nazionali di vigilanza) sono stati i seguenti[67].

(euro)

2025

2024

Totale per il Comitato esecutivo

2.320.416

2.197.332

Christine Lagarde (Presidente)

492.204

466.092

Luis de Guindos (Vicepresidente)

421.908

399.528

Piero Cipollone (Membro del Comitato esecutivo)

351.576

332.928

Frank Elderson (Membro del Comitato esecutivo)

351.576

332.928

Philip R. Lane (Membro del Comitato esecutivo)

351.576

332.928

Isabel Schnabel (Membro del Comitato esecutivo)

351.576

332.928

Totale per il Consiglio di vigilanza (membri dipendenti della BCE)1

1.604.632

1.364.558

di cui:

Claudia Buch (Presidente del Consiglio di vigilanza)

351.576

332.928

Totale

3.925.048

3.561.890

1) Nel totale è inclusa la remunerazione del Presidente del Consiglio di vigilanza e dei membri della BCE. Frank Elderson non riceve alcun compenso aggiuntivo in quanto Vicepresidente del Consiglio di vigilanza. Nel 2024 aveva inciso sul totale uno scarto temporale fra la cessazione delle funzioni di due membri del Consiglio di vigilanza e l’insediamento dei loro successori.

In totale le indennità corrisposte ai membri dei due organi e i contributi versati dalla BCE a loro favore per l’assicurazione contro malattie e infortuni e per l’assistenza a lungo termine sono pari a 1.320.276 euro (1.254.013 euro nel 2024).

Ai precedenti membri dei due organi possono essere erogati pagamenti transitori per un periodo limitato successivo al termine del mandato. Nel 2025 tali pagamenti, compresi i relativi sussidi e i contributi versati dalla BCE per l’assicurazione contro malattie e infortuni e per l’assistenza a lungo termine sono pari complessivamente a 1.039.478 euro (552.772 euro nel 2024). Nel 2025 questi pagamenti sono aumentati poiché la maggior parte dei membri li ha ricevuti per l’intero anno, mentre nel 2024 alcuni di essi li aveva ricevuti solo per qualche mese.

Le prestazioni connesse alle pensioni, incluse le indennità successive al rapporto di lavoro, e i contributi versati per l’assicurazione contro malattie e infortuni e per l’assistenza a lungo termine in favore degli ex membri o di persone a loro carico sono pari a 2.005.333 euro (2.185.215 euro nel 2024)[68]. Nel 2025, come nel 2024, l’importo include un ammontare forfettario versato a un ex membro al momento della cessazione delle sue funzioni, in sostituzione di una pensione mensile futura.

Nota 29 - Spese di amministrazione

La tavola seguente presenta le spese di amministrazione.

(milioni di euro)

2025

2024

Variazione

Locazione, manutenzione degli immobili e utenze

62

57

5

Spese relative al personale

69

74

(5)

Spese per l’informatica

170

153

17

Servizi esterni

142

162

(20)

Altre spese

73

67

6

Spese di amministrazione

516

513

4

Il lieve incremento delle spese di amministrazione nel 2025 è stato determinato soprattutto dalle maggiori spese per i servizi e i progetti informatici (“Spese per l’informatica”). La diminuzione registrata per i “Servizi esterni” è riconducibile principalmente alle minori spese connesse ai servizi di consulenza finanziaria e di altra natura e alla riallocazione di costi alle spese per l’informatica, a seguito dell’evoluzione dei modelli di erogazione dei servizi IT.

Nota 30 - Servizi di produzione delle banconote

Nel 2025 questa spesa ammonta a 8 milioni di euro (9 milioni nel 2024). L’importo totale deriva prevalentemente dal trasporto transfrontaliero delle banconote in euro (1) fra le officine carte valori e le BCN, per la consegna dei biglietti nuovi, e (2) fra le BCN, per la gestione delle scorte. Questi costi sono sopportati a livello centrale dalla BCE.

Nota 31 - (Accantonamento ai)/utilizzo dei fondi rischi

Il fondo rischi finanziari (cfr. “Fondo rischi finanziari” nella sezione 2.3 “Criteri di rilevazione contabile e di redazione del bilancio”) è stato utilizzato interamente per coprire le perdite originate nel 2022 e nel 2023 dalle esposizioni ai rischi finanziari. Negli anni successivi non sono stati effettuati trasferimenti al fondo, che pertanto risulta pari a zero dalla fine del 2023.

2.7 Fatti successivi alla data di chiusura del bilancio

Nota 32 - Adesione della Bulgaria all’area dell’euro

In conformità della Decisione (UE) 2025/1407 del Consiglio, dell’8 luglio 2025[69], emanata in base all’articolo 140, paragrafo 2, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, la Bulgaria ha adottato la moneta unica il 1° gennaio 2026. Ai sensi dell’articolo 48.1 dello Statuto del SEBC e degli atti giuridici adottati dal Consiglio direttivo il 31 dicembre 2025[70], la Българска народна банка (Banca nazionale di Bulgaria) ha versato un ammontare di 102 milioni di euro con effetto dal 1° gennaio 2026, che rappresenta la rimanente parte della sua quota di sottoscrizione del capitale della BCE. Conformemente all’articolo 48.1 in combinato disposto con l’articolo 30.1 dello Statuto del SEBC, la banca centrale bulgara ha trasferito alla BCE riserve ufficiali per un controvalore totale di 1.483 milioni di euro con effetto dal 1° gennaio 2026. Le attività di riserva conferite sono composte da dollari statunitensi in contante (85%) e da oro (15%).

La banca centrale bulgara ha iscritto crediti equivalenti al capitale versato e alle riserve valutarie trasferite, il cui trattamento è lo stesso di quello applicato ai crediti in essere verso le altre BCN dei paesi dell’area dell’euro (cfr. la nota 11.1 “Passività equivalenti al trasferimento di riserve ufficiali”).

2.8 Bilancio 2021-2025

Stato patrimoniale

Attivo

(milioni di euro)

2021

2022

2023

2024

2025

Oro e crediti in oro

26.121

27.689

30.419

40.895

59.754

Crediti denominati in valuta estera nei confronti di non residenti nell’area dell’euro

51.433

55.603

55.876

58.117

54.764

Crediti verso l’FMI

1.234

1.759

2.083

2.227

1.772

Saldi presso banche e investimenti in titoli, prestiti esteri e altre attività sull’estero

50.199

53.844

53.793

55.890

52.992

Crediti denominati in valuta estera nei confronti di residenti nell’area dell’euro

2.776

1.159

1.450

4.094

2.236

Crediti denominati in euro nei confronti di non residenti nell’area dell’euro

3.070

-

-

-

-

Saldi presso banche, investimenti in titoli e prestiti

3.070

-

-

-

-

Altri crediti denominati in euro verso enti creditizi dell’area dell’euro

38

12

17

2

1

Titoli denominati in euro emessi da residenti nell’area dell’euro

445.384

457.271

425.349

376.781

325.265

Titoli detenuti per finalità di politica monetaria

445.384

457.271

425.349

376.781

325.265

Crediti interni all’Eurosistema

123.551

125.763

125.378

127.067

129.563

Crediti derivanti dall’allocazione delle banconote in euro all’interno dell’Eurosistema

123.551

125.763

125.378

127.067

129.563

Altre attività

27.765

31.355

34.739

33.644

31.756

Immobilizzazioni materiali e immateriali

1.189

1.105

1.023

971

1.055

Altre attività finanziarie

21.152

21.213

22.172

22.781

23.211

Differenze da valutazione su operazioni “fuori bilancio”

620

783

552

681

273

Ratei e risconti attivi

4.055

7.815

10.905

9.158

7.108

Varie

749

438

88

53

110

Totale attivo

680.140

698.853

673.229

640.600

603.339

Passivo

(milioni di euro)

2021

2022

2023

2024

2025

Banconote in circolazione

123.551

125.763

125.378

127.067

129.563

Altre passività denominate in euro verso enti creditizi dell’area dell’euro

9.473

17.734

4.699

2.388

489

Passività denominate in euro nei confronti di altri residenti nell’area dell’euro

7.604

63.863

20.622

24.554

26.022

Amministrazioni pubbliche

3.200

48.520

143

73

74

Altre passività

4.404

15.343

20.479

24.482

25.947

Passività denominate in euro nei confronti di non residenti nell’area dell’euro

112.492

78.108

23.111

39.859

26.846

Passività denominate in valuta estera nei confronti di non residenti nell’area dell’euro

-

-

24

-

-

Depositi, saldi e altre passività

-

-

24

-

-

Passività interne all’Eurosistema

375.136

355.474

445.048

388.676

354.060

Passività equivalenti al trasferimento di riserve ufficiali

40.344

40.344

40.671

40.562

40.562

Passività relative a Target (nette)

334.618

315.090

404.336

348.074

313.491

Altre passività nell’ambito dell’Eurosistema (nette)

174

41

40

40

8

Altre passività

2.877

5.908

9.498

7.615

4.745

Differenze da valutazione su operazioni “fuori bilancio”

568

430

68

-

0

Ratei e risconti passivi

32

3.915

8.030

6.288

3.661

Varie

2.277

1.562

1.401

1.327

1.084

Fondi di accantonamento

8.268

6.636

67

72

84

Fondi rischi

8.194

6.566

-

-

-

Altri fondi

74

69

67

72

84

Conti di rivalutazione

32.277

36.487

37.099

50.653

63.068

Capitale e riserve

8.270

8.880

8.948

8.925

8.925

Capitale

8.270

8.880

8.948

8.925

8.925

Perdite portate a nuovo

-

-

-

(1.266)

(9.210)

Utile/(perdita) d’esercizio

192

-

(1.266)

(7.944)

(1.254)

Totale passivo

680.140

698.853

673.229

640.600

603.339

Nota: per assicurare la comparabilità dei dati, lo schema dello stato patrimoniale adottato per gli esercizi 2021-2023 è stato adeguato a quello introdotto nel 2024. Inoltre, poiché la voce “Utili/(perdite) d’esercizio” è stata presentata singolarmente come voce negativa del passivo dello stato patrimoniale, il “Totale attivo” e il “Totale passivo” relativi al 2023 sono stati rettificati di conseguenza. Per maggiori informazioni si rimanda a “Modifiche nella presentazione del bilancio” nella sezione 2.3 “Criteri di rilevazione contabile e di redazione del bilancio” del bilancio 2024 della BCE.

Conto economico

(milioni di euro)

2021

2022

2023

2024

2025

Interessi attivi/(passivi) netti

1.566

900

(7.193)

(6.983)

(178)

Interessi attivi

1.575

12.314

63.723

66.898

39.328

Interessi passivi

(9)

(11.414)

(70.916)

(73.881)

(39.507)

Risultato netto di operazioni finanziarie e svalutazioni

(139)

(1.950)

(144)

(286)

(497)

Utili/(perdite) realizzati rivenienti da operazioni finanziarie

(6)

(110)

(106)

(17)

950

Svalutazioni di attività e di posizioni finanziarie

(133)

(1.840)

(38)

(269)

(1.446)

Proventi/(spese) netti per provvigioni e commissioni

559

585

650

674

700

Proventi da strumenti azionari e partecipazioni

2

1

1

1

14

Altri proventi

56

61

72

119

135

Spese per il personale

(674)

(652)

(676)

(844)

(809)

Spese di amministrazione

(444)

(460)

(481)

(513)

(516)

Ammortamento di immobilizzazioni materiali e immateriali

(108)

(103)

(106)

(104)

(94)

Servizi di produzione delle banconote

(13)

(9)

(9)

(9)

(8)

Altre spese

(5)

-

-

-

-

Utile/(perdita) prima dell’(accantonamento ai)/utilizzo dei fondi rischi

802

(1.627)

(7.886)

(7.944)

(1.254)

(Accantonamento ai)/utilizzo dei fondi rischi

(610)

1.627

6.620

-

-

Utile/(perdita) d’esercizio

192

-

(1.266)

(7.944)

(1.254)

Utile distribuito

192

-

-

-

-

Nota: per assicurare la comparabilità dei dati, lo schema del conto economico adottato per gli esercizi 2021-2023 è stato adeguato a quello introdotto nel 2024. Sono stati inoltre rideterminati gli “Interessi attivi” e gli “Interessi passivi” in linea con i principi alla base della compensazione di tali poste applicati a partire dal 2024. Per maggiori informazioni si rimanda a “Modifiche nella presentazione del bilancio” nella sezione 2.3 “Criteri di rilevazione contabile e di redazione del bilancio” del bilancio della BCE 2024.

3 Relazione del revisore indipendente

Alla Presidente e al Consiglio direttivo
della Banca centrale europea
Francoforte sul Meno

Relazione sulla revisione del bilancio 2025 della BCE

Parere

Abbiamo esaminato il bilancio della Banca centrale europea (BCE) per l’esercizio terminato il 31 dicembre 2025, comprendente lo stato patrimoniale, il conto economico, nonché una sintesi dei principi contabili rilevanti e altre note illustrative.

A nostro avviso, l’accluso bilancio rappresenta in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria della BCE al 31 dicembre 2025 e il risultato economico dell’esercizio terminato in tale data conformemente ai principi stabiliti dal Consiglio direttivo. Questi principi sono sanciti nella Decisione (UE) 2024/2938 della Banca centrale europea, del 14 novembre 2024, sul bilancio della Banca centrale europea (BCE/2024/32), che si basa sull’Indirizzo (UE) 2024/2941 della Banca centrale europea, del 14 novembre 2024, relativo al quadro giuridico per la rilevazione e rendicontazione contabile nel Sistema europeo di banche centrali (BCE/2024/31).

Elementi alla base del parere

Abbiamo svolto la revisione contabile in conformità ai Principi internazionali di revisione (International Standards on Auditing, ISA). Le nostre responsabilità ai sensi di tali principi sono descritte in maggiore dettaglio nella sezione Responsabilità del revisore per la revisione del bilancio della presente relazione. Siamo indipendenti rispetto alla BCE in conformità ai principi etici applicabili in Germania per la revisione del bilancio, che sono coerenti con il Code of Ethics for Professional Accountants (codice deontologico professionale elaborato dall’International Ethics Standards Board for Accountants, IESBA), e abbiamo ottemperato alle altre responsabilità etiche in linea con tali principi. Riteniamo di avere acquisito elementi probativi sufficienti e adeguati sui quali basare il nostro parere.

Altre informazioni

Il Comitato esecutivo della BCE (Comitato esecutivo) è responsabile per le altre informazioni fornite nel bilancio della BCE, che includono tutte quelle ivi riportate esclusi lo stato patrimoniale, il conto economico e le relative note nonché la nostra relazione di revisione.

Il nostro parere sul bilancio non ha ad oggetto le altre informazioni e pertanto non esprimiamo alcuna forma di attestazione al riguardo.

Per quanto concerne la revisione del bilancio, è nostra responsabilità prendere visione delle altre informazioni e, in tal modo, valutare se vi sia un’incoerenza di rilievo fra queste e il bilancio oppure se gli elementi conoscitivi da noi ottenuti in sede di revisione o altrimenti acquisiti sembrino essere inficiati da errori significativi.

Responsabilità in materia di bilancio del Comitato esecutivo e dei responsabili delle attività di governance

Il Comitato esecutivo è responsabile della predisposizione del bilancio e della sua corretta rappresentazione conformemente ai principi stabiliti dal Consiglio direttivo. Tali principi sono sanciti nella Decisione (UE) 2024/2938 della Banca centrale europea, del 14 novembre 2024, sul bilancio della Banca centrale europea (BCE/2024/32), che si basa sull’Indirizzo (UE) 2024/2941 della Banca centrale europea, del 14 novembre 2024, relativo al quadro giuridico per la rilevazione e rendicontazione contabile nel Sistema europeo di banche centrali (BCE/2024/31). Il Comitato esecutivo è inoltre responsabile del controllo interno ritenuto necessario dallo stesso per consentire che la redazione del bilancio sia esente da dichiarazioni inesatte di rilievo, riconducibili a frode o a errore.

Nella redazione del bilancio il Comitato esecutivo è responsabile per la valutazione della capacità della BCE di operare nella prospettiva di continuazione dell’attività, riportando le informazioni, se opportune, in merito agli aspetti relativi alla continuità aziendale e all’applicazione del principio contabile della continuità aziendale.

Ai responsabili delle attività di governance compete la supervisione del processo di rendicontazione contabile della BCE.

Responsabilità del revisore per la revisione del bilancio

Ci prefiggiamo di acquisire ragionevole certezza che il bilancio nel suo complesso sia esente da dichiarazioni inesatte di rilievo, riconducibili a frode o a errore, e di elaborare una relazione di revisione che esponga il nostro parere. Un grado di ragionevole certezza implica un livello di certezza elevato; tuttavia, non garantisce che una revisione condotta in conformità agli ISA consenta sempre di individuare dichiarazioni inesatte di rilievo, se presenti. Una dichiarazione inesatta è ascrivibile a frode o errore ed è considerata di rilievo se sulla base di attese ragionevoli potrebbe, singolarmente o insieme ad altre, influenzare le decisioni economiche assunte dagli utilizzatori sulla scorta del bilancio.

Nell’ambito di una revisione in conformità agli ISA, esercitiamo il nostro giudizio professionale e manteniamo un atteggiamento di scetticismo professionale in tutte le fasi di pianificazione e svolgimento dell’attività di revisione. Inoltre:

  • individuiamo e valutiamo i rischi connessi a dichiarazioni inesatte di rilievo nel bilancio, riconducibili a frode o a errore, definiamo e attuiamo procedure di revisione rispondenti a tali rischi e acquisiamo elementi probativi che forniscano basi sufficienti e adeguate alla formulazione del nostro parere. Il rischio di non individuare una dichiarazione inesatta di rilievo è maggiore se tale dichiarazione è attribuibile a frode anziché a errore, poiché la frode può comportare collusione, falso, omissione intenzionale, rappresentazione inesatta oppure elusione del controllo interno;
  • acquisiamo una comprensione del controllo interno rilevante a fini di revisione per definire procedure appropriate alle circostanze e non per esprimere un parere sull’efficacia del controllo interno stesso;
  • valutiamo l’idoneità dei principi contabili applicati e la ragionevolezza delle stime nonché le relative informazioni fornite dal Comitato esecutivo;
  • formuliamo conclusioni in merito all’idoneità dell’applicazione da parte del Comitato esecutivo del principio contabile della continuità aziendale e, sulla base degli elementi probativi ottenuti, in merito alla sussistenza di incertezze di rilievo connesse a fatti o circostanze che possano sollevare seri dubbi sulla capacità della BCE di operare nella prospettiva di continuazione dell’attività. Qualora concludessimo che sussista un’incertezza di rilievo, saremmo tenuti, nella nostra relazione, a richiamare l’attenzione sulle relative informazioni del bilancio o, se tali informazioni non sono adeguate, a modificare il nostro parere. Le nostre conclusioni si basano sugli elementi probativi ottenuti fino alla data della relazione di revisione;
  • valutiamo la presentazione generale, la struttura e il contenuto del bilancio, ivi comprese le informazioni date, e se il bilancio fornisca una rappresentazione veritiera e corretta delle operazioni e dei fatti ai quali si riferisce.

Siamo tenuti a comunicare con i responsabili delle attività di governance in merito, fra l’altro, alla pianificazione della portata e della tempistica della revisione e ai risultati significativi emersi, ivi comprese le eventuali carenze significative nel controllo interno individuate in sede di revisione.

Francoforte sul Meno, 17 febbraio 2026

Forvis Mazars GmbH & Co. KG
Wirtschaftsprüfungsgesellschaft
Steuerberatungsgesellschaft


Markus Morfeld
Wirtschaftsprüfer




Christina Fernholz
Wirtschaftsprüferin

4 Nota sulla distribuzione degli utili / ripartizione delle perdite

La presente nota non costituisce parte integrante del bilancio della BCE per l’esercizio 2025.

Ai sensi dell’articolo 33 dello Statuto del SEBC, l’utile netto della BCE deve essere trasferito nell’ordine seguente:

  1. un importo determinato dal Consiglio direttivo, che non può superare il 20% dell’utile netto, è trasferito al fondo di riserva generale entro un limite pari al 100% del capitale;
  2. il rimanente utile netto è distribuito fra i detentori di quote della BCE in misura proporzionale alle rispettive quote versate[71].

Qualora la BCE subisca una perdita, questa può essere ripianata mediante il fondo di riserva generale della BCE e se necessario, previa decisione del Consiglio direttivo, attingendo al reddito monetario dell’esercizio finanziario pertinente in proporzione e limitatamente agli importi ripartiti tra le BCN in conformità all’articolo 32.5 dello Statuto del SEBC[72].

La perdita della BCE per il 2025 è pari a 1.254 milioni di euro, a fronte di una perdita di 7.944 milioni nel 2024. Per decisione del Consiglio direttivo, tale perdita sarà portata a nuovo nello stato patrimoniale della BCE e coperta con gli utili degli esercizi futuri.

© Banca centrale europea, 2026

Recapito postale 60640 Frankfurt am Main, Germany
Telefono +49 69 1344 0
Internet www.ecb.europa.eu

Tutti i diritti riservati. È consentita la riproduzione a fini didattici e non commerciali, a condizione che venga citata la fonte.

Per la terminologia tecnica, è disponibile sul sito della BCE un glossario.

HTML ISBN 978-92-899-7563-6, ISSN 2443-4787, doi: 10.2866/9778132, QB-01-25-291-IT-Q


  1. Nel presente documento l’eventuale differenza fra i totali e le somme degli importi oppure fra le percentuali e i valori assoluti è dovuta agli arrotondamenti.

  2. Il “bilancio” in senso stretto comprende lo stato patrimoniale, il conto economico, una sintesi dei principi contabili rilevanti e altre note illustrative. Nell’accezione più ampia include anche la relazione sulla gestione, la relazione del revisore indipendente e la nota sulla distribuzione degli utili / ripartizione delle perdite. Maggiori informazioni sul processo di redazione e approvazione del bilancio sono reperibili nel sito Internet della BCE.

  3. Per la definizione di “patrimonio netto” ai fini della redazione del bilancio della BCE si rimanda alla sezione 1.3.2 “Patrimonio netto”.

  4. Nel 2025 l’Eurosistema includeva 20 BCN. L’8 luglio 2025 il Consiglio dell’Unione europea ha formalmente approvato l’adozione dell’euro da parte della Bulgaria il 1° gennaio 2026. A partire da questa data, il numero delle BCN dell’Eurosistema è aumentato a 21 con l’aggiunta della Българска народна банка (Banca nazionale di Bulgaria).

  5. Versione consolidata del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (GU C 202 del 7.6.2016, pag. 1), e successive modifiche. È disponibile inoltre la versione consolidata non ufficiale con l’elenco delle modifiche.

  6. Protocollo (n. 4) sullo Statuto del Sistema europeo di banche centrali e della Banca centrale europea (GU C 202 del 7.6.2016, pag. 230). Il Sistema europeo di banche centrali (SEBC) comprende la BCE e le BCN di tutti i 27 Stati membri dell’UE.

  7. In linea con l’attuazione decentrata della politica monetaria, gli strumenti iscritti nei bilanci delle BCN alle voci “Rifinanziamenti denominati in euro a favore di enti creditizi dell’area dell’euro connessi con le operazioni di politica monetaria” e “Passività denominate in euro relative a operazioni di politica monetaria nei confronti di enti creditizi dell’area dell’euro” sono utilizzati esclusivamente dalle BCN. Maggiori informazioni sugli strumenti di politica monetaria dell’Eurosistema sono reperibili nel sito Internet della BCE.

  8. Per maggiori informazioni sul prestito titoli si rimanda al sito Internet della BCE.

  9. Ulteriori dettagli sulle linee di swap in valuta sono disponibili nel sito Internet della BCE.

  10. Per maggiori informazioni sulle operazioni dell’Eurosistema finalizzate all’erogazione di liquidità in euro a fronte di garanzie idonee si rinvia al sito Internet della BCE. Le linee di pronti contro termine descritte altresì nel sito sono attuate dalle BCN e, pertanto, non hanno alcun impatto sul bilancio della BCE.

  11. Ulteriori dettagli sui servizi Target sono consultabili nel sito Internet della BCE.

  12. I sistemi ancillari sono infrastrutture dei mercati finanziari alle quali il Consiglio direttivo ha consentito l’accesso alla componente Target-ECB, purché soddisfino i requisiti definiti nella Decisione (UE) 2022/911 della Banca centrale europea, del 19 aprile 2022, relativa ai termini e alle condizioni di Target-ECB e che abroga la decisione BCE/2007/7 (BCE/2022/22) (GU L 163 del 17.6.2022, pag. 1), e successive modifiche. È disponibile inoltre la versione consolidata non ufficiale con l’elenco delle modifiche. Maggiori dettagli sui sistemi ancillari sono reperibili nel sito Internet della BCE.

  13. Il PAA è costituito dal terzo Programma per l’acquisto di obbligazioni garantite (third covered bond purchase programme, CBPP3), dal Programma di acquisto di titoli garantiti da attività (asset-backed securities purchase programme, ABSPP), dal Programma di acquisto per il settore pubblico (public sector purchase programme, PSPP) e dal Programma di acquisto per il settore societario (corporate sector purchase programme, CSPP). La BCE non ha acquistato titoli nell’ambito del CSPP. Tutte le categorie di attività idonee all’acquisto nell’ambito del PAA sono ammissibili anche nel quadro del PEPP. Maggiori informazioni sul Programma di acquisto di attività e sul Programma di acquisto per l’emergenza pandemica sono reperibili nel sito Internet della BCE.

  14. Per maggiori informazioni sul profilo delle scadenze del Programma di acquisto di attività e del Programma di acquisto per l’emergenza pandemica si rinvia al sito Internet della BCE.

  15. Le attività in valuta estera della BCE includono attività iscritte alle voci “Crediti denominati in valuta estera nei confronti di non residenti nell’area dell’euro - Saldi presso banche e investimenti in titoli, prestiti esteri e altre attività sull’estero” e “Crediti denominati in valuta estera nei confronti di residenti nell’area dell’euro”.

  16. L’ammontare del portafoglio detenuto a fronte dei fondi propri non corrisponde necessariamente alla somma del capitale versato della BCE, del fondo di riserva generale e del fondo rischi finanziari. Ciò è principalmente dovuto al reinvestimento dei proventi generati dal portafoglio, alla valutazione dei titoli ai prezzi di mercato e a determinati andamenti del fondo di riserva generale e del fondo rischi finanziari.

  17. Data dalla somma delle consistenze in obbligazioni verdi detenute direttamente e di quelle detenute nel fondo EUR BISIP G2 sul totale della componente a reddito fisso del portafoglio costituito a fronte dei fondi propri.

  18. In linea con le raccomandazioni della task force sulle comunicazioni di informazioni finanziarie di carattere climatico, la BCE predispone tali comunicazioni annuali con riferimento al portafoglio detenuto a fronte dei fondi propri e al portafoglio dei piani pensionistici. Le comunicazioni per il 2024 sono state pubblicate sul sito Internet della BCE nel giugno 2025. Per l’anno 2025 saranno prevedibilmente divulgate nel giugno 2026.

  19. Tali indici di riferimento mirano a un allineamento con l’obiettivo fissato dall’Accordo di Parigi di limitare l’aumento delle temperature medie mondiali a 1,5°C.

  20. Regolamento (UE) 2021/1119 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 giugno 2021, che istituisce il quadro per il conseguimento della neutralità climatica e che modifica il regolamento (CE) n. 401/2009 e il regolamento (UE) 2018/1999 (“normativa europea sul clima”) (GU L 243 del 9.7.2021, pag. 1).

  21. Le spese sostenute dalla BCE per l’assolvimento dei compiti di vigilanza sono recuperate attraverso i contributi annuali a carico dei soggetti vigilati. Ulteriori informazioni sui contributi per le attività di vigilanza sono disponibili nel sito Internet della BCE dedicato alla vigilanza bancaria.

  22. In conformità dell’articolo 21 dello Statuto del SEBC, la BCE può operare come agente finanziario per istituzioni, organi o organismi dell’UE, amministrazioni statali, enti regionali, locali o altri enti pubblici, altri organismi del settore pubblico o imprese pubbliche degli Stati membri.

  23. In questa sezione i “conti di rivalutazione” includono le plusvalenze totali risultanti dalla valutazione dell’oro, delle valute estere e dei titoli e altri strumenti; non vi rientra invece il conto di rivalutazione relativo ai benefici successivi al rapporto di lavoro.

  24. Tale definizione di patrimonio netto si applica esclusivamente ai fini della redazione del bilancio della BCE.

  25. Il 13 marzo 2024 il Consiglio direttivo ha deciso alcune modifiche all’assetto operativo per l’attuazione della politica monetaria. Nello stesso contesto, il Consiglio direttivo ha inoltre stabilito che dal 1° gennaio 2025 (1) i crediti derivanti dall’allocazione delle banconote in euro all’interno dell’Eurosistema, (2) i saldi Target dovuti dalle/alle BCN e (3) le passività equivalenti al trasferimento di riserve ufficiali sarebbero stati remunerati in base al tasso di interesse applicato ai depositi presso la banca centrale.

  26. In linea con la sezione 1.3.2 “Patrimonio netto”, i “conti di rivalutazione” includono le plusvalenze totali risultanti dalla valutazione dell’oro, delle valute estere e dei titoli e altri strumenti; non vi rientra invece il conto di rivalutazione relativo ai benefici successivi al rapporto di lavoro.

  27. I proventi relativi ai contributi per le attività di vigilanza sono inclusi nella voce “Altri proventi e spese” (grafico 13).

  28. L’expected shortfall è la perdita media ponderata per la probabilità che si verifichi il peggiore degli scenari (100-p)%, dove p indica il livello di confidenza.

  29. Ulteriori informazioni sul metodo adottato per la modellizzazione dei rischi sono reperibili nella pubblicazione The financial risk management of the Eurosystem’s monetary policy operations, BCE, luglio 2015.

  30. Gli esiti della prova di stress per le consistenze delle obbligazioni societarie sono integrati nelle comunicazioni di informazioni finanziarie in relazione al clima concernenti i titoli detenuti dalle BCN dei paesi dell’area dell’euro nell’ambito del CSPP e del PEPP. La BCE ha iniziato a pubblicare tali informazioni con frequenza annuale a partire da marzo 2023. Per maggiori dettagli si rimanda a “Climate-related financial disclosures of the Eurosystem’s corporate sector holdings for monetary policy purposes”, BCE, marzo 2023.
    I risultati qualitativi generali della prova di stress sono stati divulgati anche nel Bollettino economico della BCE. Cfr. Risultati della prova di stress del 2022 sul rischio climatico per il bilancio dell’Eurosistema, Bollettino economico, BCE, n. 2/2023.

  31. I risultati della prova di stress sul rischio climatico 2024 sono stati pubblicati nell’ambito del rapporto Climate-related financial disclosures of Eurosystem assets of Eurosystem purposes for monetary policy and of the ECB’s foreign reserves, BCE, giugno 2025.

  32. Il rischio operativo comprende tutti i rischi non finanziari ed è definito come il rischio di un impatto negativo sulle funzioni, sulla reputazione e/o sul patrimonio della BCE riconducibile al personale, all’inadeguata o alla mancata attuazione della governance interna e dei processi operativi, al mancato funzionamento dei sistemi sui quali si reggono i processi, oppure a eventi esterni (ad esempio catastrofi naturali o attacchi esterni).

  33. Ulteriori informazioni sulla struttura di governance della BCE sono reperibili nel suo sito Internet.

  34. La gestione del rischio di condotta, che ha destato crescente attenzione nel settore pubblico e societario, integra la gestione dei rischi finanziari e operativi. Per quanto riguarda la BCE, il rischio di condotta può essere definito come l’esposizione dell’istituzione a danni reputazionali o a danni patrimoniali o di altra natura che ledono i suoi interessi. Tali danni derivano da atti posti in essere intenzionalmente o per negligenza dalle alte cariche, dai dipendenti o dai contraenti della Banca che non sono conformi alle sue norme etiche, giuridiche e di integrità o ai principi di buona governance e buona amministrazione.

  35. I criteri di rilevazione contabile e di redazione del bilancio della BCE sono definiti in dettaglio nella Decisione (UE) 2024/2938 della Banca centrale europea, del 14 novembre 2024, sul bilancio della Banca centrale europea (BCE/2024/32) (GU L, 2024/2938, 11.12.2024).
    Ai fini dell’armonizzazione della rilevazione e rendicontazione contabile delle operazioni dell’Eurosistema, tale decisione si basa sull’Indirizzo (UE) 2024/2941 della Banca centrale europea, del 14 novembre 2024, relativo al quadro giuridico per la rilevazione e rendicontazione contabile nel Sistema europeo di banche centrali (BCE/2024/31) (GU L, 2024/2941, 11.12.2024).
    Tali criteri, rivisti e aggiornati periodicamente ove necessario, sono coerenti con il disposto dell’articolo 26.4 dello Statuto del SEBC, che prevede l’armonizzazione delle norme per la rilevazione e la rendicontazione contabile delle operazioni dell’Eurosistema.

  36. Ai ratei e ai fondi di accantonamento di natura amministrativa si applica una soglia minima di 100.000 euro.

  37. Un leasing è classificato come finanziario se trasferisce, sostanzialmente, tutti i rischi e i benefici connessi alla proprietà di un’attività sottostante. Se ciò non si verifica, viene classificato come operativo.

  38. A decorrere da quel momento la rendita rientrerà nell’obbligazione a benefici definiti.

  39. Al 31 dicembre 2025 partecipano a Target le seguenti BCN di paesi non appartenenti all’area dell’euro: Българска народна банка (Banca nazionale di Bulgaria), Danmarks Nationalbank, Narodowy Bank Polski e Banca Naţională a României.

  40. Decisione della Banca centrale europea, del 13 dicembre 2010, relativa all’emissione delle banconote in euro (BCE/2010/29) (2011/67/UE) (GU L 35 del 9.2.2011, pag. 26), e successive modifiche. È disponibile inoltre la versione consolidata non ufficiale con l’elenco delle modifiche.

  41. Lo “schema di allocazione delle banconote” riflette le percentuali che risultano tenendo conto della quota della BCE sul totale delle banconote in euro emesse e applicando le quote di capitale sottoscritto alla quota delle BCN in detto totale.

  42. Decisione (UE) 2016/2248 della Banca centrale europea, del 3 novembre 2016, relativa alla distribuzione del reddito monetario delle banche centrali nazionali degli Stati membri la cui moneta è l’euro (BCE/2016/36) (GU L 347 del 20.12.2016, pag. 26), e successive modifiche. È disponibile inoltre la versione consolidata non ufficiale con l’elenco delle modifiche.

  43. Dalla fine del 2023 tale fondo è pari a zero, essendo stato interamente utilizzato per coprire le perdite registrate dalla BCE nel 2022 e nel 2023.

  44. Decisione (UE) 2015/298 della Banca centrale europea, del 15 dicembre 2014, relativa alla distribuzione provvisoria del reddito della Banca centrale europea (BCE/2014/57) (GU L 53 del 25.2.2015, pag. 24), e successive modifiche. È disponibile inoltre la versione consolidata non ufficiale con l’elenco delle modifiche.

  45. Cfr. il comunicato stampa del 13 marzo 2024 sulle decisioni del Consiglio direttivo.

  46. Si tratta di attività al netto delle passività denominate nelle divise che sono soggette a valutazione da cambio. Sono iscritte alle voci “Crediti denominati in valuta estera nei confronti di non residenti nell’area dell’euro”, “Crediti denominati in valuta estera nei confronti di residenti nell’area dell’euro”, “Ratei e risconti attivi”, “Differenze da valutazione su operazioni fuori bilancio” (passivo) e “Ratei e risconti passivi”; inoltre tengono conto delle operazioni a termine e di swap in valuta “fuori bilancio”. Non sono considerate le plusvalenze sugli strumenti finanziari denominati in valuta estera risultanti dalla valutazione a prezzi di mercato.

  47. Maggiori informazioni sul Programma di acquisto di attività sono disponibili nel sito Internet della BCE.

  48. Maggiori informazioni sul Programma di acquisto per l’emergenza pandemica sono reperibili nel sito Internet della BCE.

  49. Il valore di mercato è indicativo; viene calcolato in base alle quotazioni di mercato. Se queste non sono disponibili, il prezzo di mercato è stimato applicando modelli interni dell’Eurosistema.

  50. Fatta eccezione per le azioni ricevute da una BCN dell’Eurosistema nel 2024 a seguito di una ristrutturazione societaria, che sono state contabilizzate al valore di mercato. Queste azioni sono state vendute nel 2025.

  51. Maggiori informazioni sui contributi per le attività di vigilanza sono reperibili nel sito Internet della BCE dedicato alla vigilanza bancaria.

  52. Le operazioni di prestito titoli che danno luogo a garanzie in contante sono registrate nei conti fuori bilancio se il contante risulta investito a fine esercizio (cfr. la nota 17 “Programmi di prestito titoli”).

  53. I sistemi ancillari sono infrastrutture dei mercati finanziari alle quali il Consiglio direttivo ha consentito l’accesso alla componente Target-ECB, purché soddisfino i requisiti definiti nella Decisione (UE) 2022/911 della Banca centrale europea, del 19 aprile 2022, relativa ai termini e alle condizioni di Target-ECB e che abroga la decisione BCE/2007/7 (BCE/2022/22) (GU L 163 del 17.6.2022, pag. 1), e successive modifiche. È disponibile inoltre la versione consolidata non ufficiale con l’elenco delle modifiche. In base all’ubicazione del gestore i sistemi ancillari sono considerati residenti nell’area dell’euro (cfr. la nota 9.2 “Altre passività”) oppure non residenti nell’area dell’euro (cfr. la nota 10 “Passività denominate in euro nei confronti di non residenti nell’area dell’euro”). Maggiori dettagli sui sistemi ancillari sono reperibili nel sito Internet della BCE.

  54. I contributi obbligatori della BCE e del personale sono versati esclusivamente nel fondo a benefici definiti. Nel 2025 i versamenti volontari effettuati dal personale nel fondo a contribuzione definita ammontano a 296 milioni di euro (266 milioni nel 2024). Tali versamenti sono investiti in attività a servizio del piano e danno luogo a un’obbligazione corrispondente di pari valore.

  55. Le minusvalenze (non realizzate) che a fine esercizio eccedono le preesistenti rivalutazioni cumulate registrate nel corrispondente conto di rivalutazione sono iscritte come svalutazioni nel conto economico (cfr. la nota 24 “Svalutazioni di attività e di posizioni finanziarie”).

  56. Per maggiori informazioni sul prestito titoli si rimanda al sito Internet della BCE.

  57. Maggiori dettagli sugli accordi di swap per l’erogazione di liquidità a cui aderisce la BCE sono pubblicati nel sito Internet della BCE. Le linee di pronti contro termine descritte anch’esse nel sito sono attuate dalle BCN dei paesi dell’area dell’euro; pertanto, non sono rilevate nel bilancio della BCE.

  58. In conformità dell’articolo 21 dello Statuto del SEBC, la BCE può operare come agente finanziario per istituzioni, organi o organismi dell’UE, amministrazioni statali, enti regionali, locali o altri enti pubblici, altri organismi del settore pubblico o imprese pubbliche degli Stati membri.

  59. Maggiori informazioni sulle prove di stress sono reperibili nel sito Internet della BCE dedicato alla vigilanza bancaria.

  60. Regolamento (UE) 2022/2554 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 dicembre 2022, relativo alla resilienza operativa digitale per il settore finanziario e che modifica i regolamenti (CE) n. 1060/2009, (UE) n. 648/2012, (UE) n. 600/2014, (UE) n. 909/2014 e (UE) 2016/1011 (GU L 333 del 27.12.2022, pag. 1).

  61. Cfr. articolo 5, paragrafo 3, del Regolamento (UE) n. 1163/2014 della Banca centrale europea, del 22 ottobre 2014, sui contributi per le attività di vigilanza (BCE/2014/41) (GU L 311 del 31.10.2014, pag. 23), e successive modifiche. È disponibile inoltre la versione consolidata non ufficiale con l’elenco delle modifiche.

  62. La decisione della BCE sull’importo complessivo dei contributi annuali per le attività di vigilanza per l’anno 2025 sarà adottata e successivamente pubblicata a metà marzo 2026.

  63. Maggiori informazioni sui contributi per le attività di vigilanza sono reperibili nel sito Internet della BCE dedicato alla vigilanza bancaria.

  64. Unità corrispondente a un dipendente che lavora per un anno a tempo pieno. Si include, in proporzione alle ore lavorate, il personale con contratto a tempo indeterminato e determinato (sia a breve che a lungo termine) e i partecipanti al Graduate Programme della BCE. Vi rientra altresì il personale in congedo maternità e quello assente per periodi di malattia prolungati. Sono invece esclusi i dipendenti in aspettativa non retribuita.

  65. L’indennità di rappresentanza è pari al 21% dello stipendio base per il Presidente, al 12% per il Vicepresidente, al 9% per gli altri membri del Comitato esecutivo e al 12% per il Presidente del Consiglio di vigilanza.

  66. Le Condizioni di impiego del personale della Banca centrale europea sono consultabili nel sito Internet della BCE.

  67. Importi al lordo dell’imposta in favore dell’UE.

  68. Tali prestazioni connesse alle pensioni hanno ridotto l’obbligazione a benefici definiti registrata in bilancio. Per l’importo netto rilevato nel conto economico in relazione alle pensioni degli attuali membri del Comitato esecutivo e degli attuali membri del Consiglio di vigilanza dipendenti della BCE si rimanda alla nota 12.3 “Varie”.

  69. Decisione (UE) 2025/1407 del Consiglio, dell’8 luglio 2025, relativa all’adozione dell’euro da parte della Bulgaria il 1° gennaio 2026 (GU L, 2025/1407, 14.7.2025).

  70. Decisione (UE) 2026/115 della Banca centrale europea, del 31 dicembre 2025, relativa al versamento del capitale, al trasferimento di attività di riserva in valuta e al contributo alle riserve e agli accantonamenti della Banca centrale europea da parte della Българска народна банка (Banca nazionale di Bulgaria) (BCE/2025/44) (GU L, 2026/115, 15.1.2026), Accordo tra la Българска народна банка (Banca nazionale di Bulgaria) e la Banca centrale europea in relazione alla somma accreditata alla Българска народна банка (Banca nazionale di Bulgaria) da parte della Banca centrale europea in virtù dell’articolo 30.3 dello Statuto del Sistema europeo di banche centrali e della Banca centrale europea (GU C, C/2026/497, 22.1.2026).

  71. Le BCN dei paesi non appartenenti all’area dell’euro non hanno titolo a partecipare alla ripartizione degli utili della BCE, né sono tenute a coprirne le eventuali perdite.

  72. Ai sensi dell’articolo 32.5 dello Statuto del SEBC, la somma dei redditi monetari delle BCN deve essere ripartita tra le stesse in proporzione alle quote versate del capitale della BCE.